ALAN FABBRI, DANIELE MARCHETTI (LN): «DESOLANTE QUADRO DELL’ATTENZIONE CHE LA REGIONE DESTINA AI SITI ARCHEOLOGICI. MENTRE IL PORTALE WEB DI ROMIT INDIRIZZA SU PAGINE DAI CONTENUTI OSCENI»

«Con la cultura si può dare lustro al territorio e creare un servizio efficiente per il turismo. Basterebbe soltanto maggiore attenzione per i siti archeologici disseminati sul territorio emiliano-romagnolo, senza contare quelli web dedicati….» A dirlo sono il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, ed il consigliere Ln, Daniele Marchetti. Dopo che il Carroccio ha depositato due interrogazioni, riguardanti il progetto Romit (Roman Itineraris) e il sito di Claterna, ad Ozzano. Quasi completamente dimenticato, quest’ultimo, mentre digitando “Romit” sul portale della Regione si schiude un ambiente virtuale “imprevisto” e che con l’archeologia sembra avere poco a che fare. «E’ evidente che i link non più aggiornati per la pagina di Romit.org creano qualche dubbio sulla cura riservata all’archeologia – affermano i due consiglieri Ln – dal momento che dal portale si finisce con l’essere rimandati ad una serie di siti Internet, tra i quali uno per gli incontri gay (Boy friend tv).» La realizzazione di un itinerario culturale dei siti romani e la costruzione di un website graficamente basato sulla “Tabula Peutingeriana”, copia medievale di una preziosa mappa stradale romana risalente al IV sec. d.C., dovevano invece costituire gli obiettivi fondamentali per arrivare al progetto Romit. «Il cui punto di forza doveva essere l’internazionalizzazione e anche la pubblicazione di un catalogo di siti – dicono Fabbri e Marchetti -. Peccato che la trascuratezza del portale web abbia determinato una serie di problemi. La Giunta – concludono dal Carroccio – continua (a parole) a ritenere strategico il turismo del territorio, ma purtroppo non vediamo un’attenzione pari ai proclami nelle azioni messe in campo dall’Istituto dei Beni culturali della Regione ER.» L’ultimo esempio arriva da Ozzano nell’Emilia, dove in località Maggio si trova l’antica città romana sepolta di Claterna, «unico centro sulla via Emilia a livello regionale a non aver avuto continuità abitativa: nel sito si trovano i resti del foro, edifici pubblici e religiosi e il teatro. Una località archeologica – concludono gli esponenti leghisti – unica nel suo genere. Ci chiediamo se l’Istituto per i Beni culturali abbia mai riposto la giusta attenzione per valorizzarla e promuoverla come merita. La sensazione è che la Regione parli di cultura e turismo solo come uno spot, dedicando forse più attenzione alle storie della Resistenza, piuttosto che ai siti romani.»