ALAN FABBRI E FABIO RAINIERI (LN): «FERRARA FOOD E COPADOR BEN TESTIMONIANO UNA CRISI DEL SETTORE. LA REGIONE INTERVENGA SUBITO, PER SALVAGUARDARE COLTIVATORI E LAVORATORI»

Da Ferrara a Parma e Piacenza, la crisi della filiera del pomodoro è ormai generalizzata e mette a rischio anche i livelli produttivi dell’imminente, nuova stagione. A preoccupare sono, soprattutto, le situazioni societarie di Ferrara Food (realtà nata a seguito di una riconversione post-saccarifera, che assorbe circa il 70% della produzione di pomodoro ferrarese) e di Copador. «La coltivazione e la trasformazione del pomodoro, in Emilia-Romagna, costituisce un segmento di fondamentale importanza, in termini di qualità e in termini numerici della produzione, che colloca la regione ai vertici europei nel settore». A dirlo è il capogruppo regionale Ln, Alan Fabbri, che ha depositato un’apposita interrogazione in Assemblea legislativa, firmata anche dai colleghi Fabio Rainieri e Matteo Rancan. Il settore – osservano dal Carroccio – vive una fase di profonda crisi, sia per il prezzo dell’ortaggio destinato ai coltivatori, sia per la situazione dei due colossi emiliani operanti nel settore. «Anche martedì – avvertono dalla Lega – il nostro leader, Matteo Salvini, ha messo in guardia sul fatto che nel 2016 sono arrivati nel nostro Paese 100 milioni di Kg di concentrato di pomodoro (+43%) dalla Cina. Con molti dubbi anche sull’eventuale presenza di micotossine.» Sulle crisi emiliane, «È fondamentale operare per tutelare i coltivatori, ed anche per chi lavora nel settore, per cancellare qualsiasi alone di ambiguità, in una fase che ci porta alla semina, in vista della campagna 2017.» La Regione, a quanto si apprende dai media, si è attivata con tavoli di concertazione, sia per la crisi Ferrara Food, sia per quella di Copador (seguita da vicino da Fabio Rainieri), che però è diversa rispetto alla situazione della società ferrarese. Visto che in quest’ultimo caso la crisi grava molto più sui fornitori, piuttosto che sul ceto bancario. «Vorremmo sapere dalla Giunta – incalzano Fabbri, Rainieri e Rancan – se ha ben presente che il ritardo nello stipulare l’accordo su un prezzo giusto e adeguato, per la remunerazione ai coltivatori e fornitori, crea grosse incertezze sull’imminente avvio della semina. Tutto ciò rischia di provocare una crisi profondissima, in un comparto agroalimentare di fondamentale importanza per l’economia regionale, con possibili conseguenze devastanti sulla stessa.» La Lega chiede alla Regione, inoltre, di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per affrontare le crisi Copador e Ferrara Food, in modo che il risanamento parta dalla salvaguardia preminente di lavoratori e fornitori.