ALAN FABBRI E FABIO RAINIERI (LN): «A RISCHIO 4500 ECCELLENZE ALIMENTARI ITALIANE. INOLTRE, RISCHIO PER LA SALUTE DEI CONSUMATORI, CON L’INVASIONE DI PRODOTTI “A BASE” DI GLIFOSATI E ALTRE SOSTANZE»

Nel silenzio generale, la Commissione Esteri del Senato ha dato parere favorevole al trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada, letteralmente Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), in attesa di una sua approvazione definitiva da parte del Parlamento. Un protocollo di intese che – sostiene la Lega Nord – finirà con il penalizzare fortemente le eccellenze italiane (ed emiliano-romagnole) togliendo ogni strettoia e dazi all’arrivo di merci nel Paese. Un grosso guaio per la produzione agro-alimentare regionale, già messa a dura prova dalle sanzioni alla Russia, ed anche dalle avversità climatiche di questi mesi, tra siccità e grandinate. Non bastassero le calamità meteo, ora arriva come un fulmine a ciel sereno questa nuova batosta che rischia di abbattersi sulla bilancia commerciale nazionale. La prima risposta del Carroccio è stata una risoluzione depositata con urgenza all’Assemblea legislativa, a prima firma del capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, ma sottoscritta anche dal resto del gruppo consigliare: Fabio Rainieri, Daniele Marchetti, Stefano Bargi, Gabriele Delmonte, Matteo Rancan, Massimiliano Pompignoli, Marco Pettazzoni e Andrea Liverani. «Il Trattato di libero scambio tra Italia e Canada è già stato fortemente criticato da numerose associazioni di categoria, ed i suoi limiti sono evidenti – sottolineano il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, ed il Vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Fabio Rainieri – visto che dei circa 4500 prodotti tipici italiani, saranno riconosciute soltanto 41 indicazioni (solo 12 per l’Emilia-Romagna), a fronte delle 288 tra Dop e Igp.» L’affronto è che nonostante i vari marchi protetti, continueranno a circolare le volgari forme di contraffazione “occulta” come il “Parmesan”. «L’istantanea eliminazione dei dazi – sottolineano Fabbri e Rainieri – provocati dal Ceta rompe l’equilibrio finora esistente tra coltivatori, imprese agricole europee e nordamericane.» Senza contare che, il Nafta, l’accordo di libro scambio già esistente da tempo tra Canada e USA, consentirebbe di aprire le porte ad una serie di prodotti agricoli “a base” di antibiotici, oppure di ormoni negli allevamenti, «senza contare l’uso che nei paesi nordamericani fanno disinvoltamente di glifosato ed i neonicotinoidi, il cui uso nell’Ue è tenuto sotto controllo». Insomma, in nome dell’equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie, anche l’Emilia-Romagna potrebbe essere presto invasa da prodotti di scarsa qualità e che mettono a rischio la salute dei consumatori. «Senza contare che l’indebolimento delle filiere locali creerà evidenti problemi ai piccoli e medi imprenditori oltre che occupazionali – concludono Fabbri e Rainieri – tutto a vantaggio delle grandi multinazionali che tra l’altro godranno di un sistema di risoluzione delle controversie l’Investment Count System, a loro particolarmente favorevole a discapito di piccoli e medi produttori e venditori»