ALAN FABBRI (LN): “AUTONOMIA E PROTEZIONE CIVILE: BONACCINI CHIEDA LA COMPETENZA A ROMA”

“La Protezione Civile deve diventare competenza regionale. E’ questa l’unica vera strada per potenziare il servizio e renderlo ancor più efficace e adeguato alle emergenze territoriali, sempre più frequenti e gravi. Con l’autonomia la gestione diretta può diventare realtà. Il presidente Bonaccini inserisca la Protezione Civile tra le competenze da chiedere a Roma. Tutto il resto sono palliativi”.

Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord Emilia Romagna, interviene sul tema Protezione Civile, dopo la presentazione delle novità del Codice Nazionale, approvato il 29 dicembre scorso dal Consiglio dei ministri.

“Sono state annunciate nuove risorse in arrivo con il Fondo regionale, attività mirate al potenziamento del sistema regionale e la valorizzazione del ruolo del volontariato e della comunicazione ai cittadini. Perchè inevitabilmente, trattandosi di un servizio che agisce sui territori le indicazioni, anche ministeriali vertono su un’organizzazione il più possibile territoriale delle attività”, continua Fabbri. “E’ una questione di buon senso: la protezione di un territorio deve essere organizzata e gestita da chi il territorio lo consce al meglio. Allora perchè non puntare all’autonomia vera e propria?”, prosegue il capogruppo.

La Protezione civile è una delle competenze che il Veneto chiederà nel percorso verso l’autonomia regionale “mentre la materia concorrente non è mai stata inserita tra quelle che il presidente, Stefano Bonaccini, ha dichiarato di voler chiedere a Roma”, aggiunge Fabbri.

Eppure una gestione diretta darebbe importanti risultati: “Con l’autonomia la Regione avrebbe maggiori poteri nell’ambito del governo del territorio, potrebbe migliorare ulteriormente le opere relative alla messa in sicurezza idrogeologica e quelle per la prevenzione dei disastri naturali”, spiega ancora il capogruppo. “Inoltre in caso si calamità naturali avrebbe maggiori spazi di manovra nella gestione dei soccorsi, delle emergenze e più poteri e risorse” nella fase di ricostruzione. “Perchè allora rimanere indietro? Abbiamo sollecitato Bonaccini ad inserire il maggior numero di competenze possibili tra quelle che la Regione Emilia Romagna deve rivendicare per sè, in regime di autonomia, il presidente si è limitato invece ad avanzare proposte blande che tralasciano aspetti concreti e fondanti, come questo”, aggiunge Fabbri. “Le ricadute di una gestione autonoma del servizio sarebbero immediate e concrete, anche per gli aspetti di tutela dell’ambientale e dell’ecosistema che il presidente ha inserito nel programma dell’autonomia. Bonaccini compia il passo completo e dimostri le sue vere intenzioni chiedendo l’assegnazione di questa competenza”.