ALAN FABBRI (LN): “BONACCINI AMMETTA IL FALLIMENTO: IL VOTO ALLA LEGA BOCCIA ANCHE LE POLITICHE REGIONALI”

“Da bersaniano a renziano e ora, dopo la sconfitta, pronto a scalzare l’ex premier che lo ha voluto nella segreteria nazionale. Stefano Bonaccini ne prenda atto: la debacle Pd non è solo un dato nazionale, ha ragioni anche locali. Il cratere sismico dove il presidente sbandierava successi ha votato in massa Lega. E anche il Patto per il lavoro che doveva risolvere l’economia regionale si è rivelato un flop. Cittadini ed imprenditori, adesso, guardano a noi per avere garanzie sul futuro”.
Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione, analizza la situazione dell’Emilia Romagna alla luce del voto della scorsa domenica che ha consegnato al centrodestra e alla Lega la maggioranza delle province.
“Oggi che anche l’istituto Cattaneo, dopo il risultato storico ottenuto dalla Lega e dalla coalizione di centrodestra in Emilia Romagna, certifica la fine delle regioni rosse, nel Pd si sta aprendo la guerra fratricida a caccia di colpevoli”, sottolinea Fabbri. “Il governatore dell’Emilia Romagna, pur riconoscendo che non esistono più posizioni garantite, continua a proporre il suo modello di governance della Regione come vincente. Sarebbe invece il momento di rendersi conto che, oltre al fallimento nazionale, nella nostra regione si è giocata una partita diversa, nella quale il Pd si dava vincente e invece ha perso”, continua il capogruppo.
“Le zone del cratere sismico, dove secondo il presidente, nonchè Commissario straordinario al sisma, la situazione è stata risolta e la ricostruzione è a buon punto, hanno finalmente alzato la testa. Votando in massa il centrodestra con percentuali storiche hanno mandato un messaggio ben chiaro: le politiche di Errani e Bonaccini hanno fallito, non sono affatto un modello da esportare, ma piuttosto un sistema che schiaccia la ripresa da snellire e rivedere completamente, come da tempo la Lega propone”, prosegue Fabbri.
“Ma non è l’unico grave tonfo delle politiche regionali volute da Bonaccini. Anche il mondo del lavoro e dell’impresa hanno voltato le spalle al Pd e oggi imprenditori ed aziende guardano alla Lega come punto di riferimento per la costruzione del futuro”. Evidentemente “anche il Patto per il lavoro, costruito su logiche superate, ma sul quale la Regione ha investito milioni di euro, e fiore all’occhiello della giunta Bonaccini non ha funzionato”. Il futuro per imprenditori e aziende “si garantisce solo attraverso politiche economiche concrete, complete e strutturate, che agiscono alla base del problema come quelle proposte dalla Lega a livello nazionale: flat tax, pace fiscale e più lavoro”.