ALAN FABBRI (LN): «FLAT TAX UNICA VIA PER MANTENERE ATTIVO IL TESSUTO ECONOMICO CENTESE E NAZIONALE»

I dati contraddittori sulla crescita economica della regione vanno guardati con molta attenzione, anche perché ci sono settori strategici non ancora usciti dalla crisi. Senza contare che la “nuova” occupazione che ne deriva è per lo più precaria. Dunque? Occorre un sostegno vero alla crescita, che può arrivare soltanto con un’aliquota fiscale secca, al 15%. Ovvero, con l’introduzione di una “Flat Tax”. Ne hanno parlato martedì sera, a Cento, l’economista Armando Siri, il capogruppo regionale del Carroccio, Alan Fabbri, ed il segretario nazionale della Lega Nord Emilia, Gianluca Vinci. Davanti ad una platea composta soprattutto da esponenti del mondo produttivo centese, in una serata organizzata dalla segretaria locale Ln, Elisabetta Giberti. «Solo con un’aliquota secca al 15%, per tutti, lo Stato finirà di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, i quali pagheranno realmente un’imposta equa. Succede in alcuni dei Paesi più avanzati del mondo dove, guarda caso, anche il tasso di evasione è assai ridotto rispetto a quanto accade in molte parti del Paese», ha detto Alan Fabbri. Se fino a ieri, insomma, la “Flat Tax” pareva unicamente una proposta di cui discutere nel mondo accademico, la sua introduzione in alcune realtà del mondo ha dimostrato come possa dare effettivamente un impulso all’economia. «Cento e l’Alto Ferrarese hanno un tessuto imprenditoriale importante – continua Fabbri – ma soffrono della vessazione che grava moltissimo sulle imprese. Per sostenere lo sviluppo e far sì che il territorio possa continuare ad esercitare il suo ruolo di cerniera nei confronti del Bolognese e delle province limitrofe, occorre dare un segnale deciso, in materia fiscale, a livello nazionale. Secondo la linea tracciata da Siri». Ci sono, poi, alcuni punti che invitano alla prudenza sulla “crescita” sbandierata in queste settimane dalla Regione Emilia-Romagna: troppo legata alle esportazioni, mentre l’euro che si rafforza sui mercati rischia di fare segnare un brusco stop. Con un rallentamento già in atto da un trimestre all’altro: il Pil vede una crescita dell’industria manifatturiera più che dimezzata (dal 9 al 4%). Inoltre, la crescita non riguarda attualmente settori strategici come l’indotto dell’agricoltura e la pesca (-1,9%) o la moda (-2,3%). Insomma, c’è bisogno di un segnale forte, che può arrivare, a giudizio di Alan Fabbri, solo dall’introduzione dell’aliquota unica. E’ su questa sfida che si giocherà la battaglia politica dei prossimi mesi.