ALAN FABBRI (LN): “FONDO RISPARMIATORI: NO A GUERRA TRA POVERI. SUBITO REGOLE DI ACCESSO”

“Basta perdere tempo: è giunto il momento di fare chiarezza sulle modalità di accesso al Fondo ministeriale per i risparmiatori traditi. Questa possibilità non deve diventare una guerra tra poveri. L’ordine di arrivo delle istanze va cancellato dai criteri: deve essere risarcito chi ha subito un danno non chi vince una gara di velocità. Il ministero istituisca un tavolo di lavoro con le associazioni dei consumatori”.

Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord Emilia Romagna, entra nel merito delle modalità di accesso al Fondo ministeriale per i risparmiatori danneggiati, inserito dal governo nella legge finanziaria 2018. Ad oggi, infatti, non sono ancora state stabilite norme precise che chiariscano ai i cittadini chi può fare istanza di risarcimento.

“Una delle poche cose stabilite nel decreto che istituisce il Fondo, è che i risarcimenti verranno erogati, fino ad esaurimento del Fondo stesso, in base all’ordine di arrivo delle istanze”, spiega Fabbri. “E’ evidente che si tratta di un criterio completamente sbagliato: i risparmiatori danneggiati sono decine di migliaia, le risorse stanziate sono insufficienti e utilizzare l’ordine di arrivo per distribuire risarcimenti che sono dovuti, è un modo per scatenare una guerra interna tra le vittime dei crac, che invece vanno sostenute”. Anche in vista delle elezioni politiche di marzo è venuto il momento di fare chiarezza. “Ora basta tergiversare: il ministero chiarisca quali saranno le modalità secondo cui i risparmiatori avranno diritto a chiedere ristoro per i danni subiti”, aggiunge Fabbri. “E’ vero la norma prevede che i criteri vanno stabiliti entro 90 giorni, ma siamo ormai entrati in campagna elettorale e decidere le regole del gioco a pochi giorni dal voto, significherebbe utilizzarle come spot elettorale”, prosegue il capogruppo.

“Invitiamo il governo ad istituire al più presto un tavolo di lavoro insieme alle associazioni dei Consumatori per stabilire i nuovi criteri”, conclude Fabbri. “E stavolta senza fare brutti scherzi: le modalità di accesso devono essere eque e chiare e non devono contenere parametri troppo penalizzanti per le tante famiglie già schiacciate dai fallimenti degli istituti e dalle conseguenze del salvabanche”.