ALAN FABBRI (LN): “LA REGIONE SAREBBE IN POSSESSO DI UNO STUDIO SUL FENOMENO CHE COLPISCE I LIDI FERRARESI, MENTRE IL PROBLEMA, A COMACCHIO, E’ STATO SOLO ‘ARGINATO’: CHIEDIAMO UN INTERVENTO RISOLUTIVO E ANCHE CHI RISARCIRA’ GLI OPERATORI PER LE RIPARAZIONI COMPIUTE ALLE LORO STRUTTURE”

«La Regione sarebbe in possesso di uno studio, che documenta il fenomeno dell’erosione della Costa adriatica, a causa del problema delle mareggiate. Eppure, a Comacchio e nei Lidi Ferraresi, il problema è stato finora solo “tamponato”: pensiamo che sia opportuno fare un intervento più lungimirante e risolutivo, anziché investire risorse in micro-interventi che non migliorano la situazione. Inoltre, chiediamo cosa si intenda fare, nel concreto, per tutti quegli operatori che sono stati costretti a riparare i danni causati dal mare. Per loro, sia previsto un risarcimento.» Il capogruppo regionale della Ln, Alan Fabbri, sprona la Giunta regionale a farsi parte attiva, nella questione dell’erosione della Costa. Un problema che riguarda Comacchio, ma anche le cosiddette “Sette perle”, cioè i Lidi Ferraresi, interessati dal fenomeno. «Un patrimonio prezioso per il turismo regionale – dice Fabbri – messo duramente alla prova dalle condizioni del mare, che arreca sistematicamente danni a strutture private degli operatori del settore, ed anche alle abitazioni della zona. Mettendo in pericolo gli stessi residenti.» Per questi motivi, Alan Fabbri ha interrogato l’Assemblea legislativa, in quanto «il problema sulla costa Comacchiese è stato fin qui solo “tamponato”, con l’apporto di enormi quantità di sabbia, scavati nelle secche dei dintorni costieri.» La Regione avrebbe, tuttavia, in un cassetto, uno studio riguardante i danni provocati dalle mareggiate e Fabbri si chiede, alla luce di questo documento, il motivo per cui non si sia intervenuto in modo risolutivo, ma con tanti interventi parziali e parcellizzati che, alla fine, avranno un costo maggiore di un piano lungimirante e risolutivo per il problema. «In tal senso, chiediamo alla Regione quali misure abbia in mente per far fronte alla questione, e vorremmo sapere dalla Giunta se sono previste forme di risarcimento per gli operatori che, a titolo privato, si sono accollati la riparazione delle strutture della costa, fondamentali per il turismo balneare.»