ALAN FABBRI (LN): “OSTELLATO E FISCAGLIA: L’INCONTRO CON I CITTADINI RENDE EVIDENTI LE RAGIONI DEL NO”

“Ho voluto incontrare i cittadini e ascoltarli senza mediazioni: sono sempre più convinto che la fusione tra Ostellato e Fiscaglia sia soltanto il frutto di una volontà del Pd di imporre la propria arroganza politica a territori che ha sempre trascurato. Un modo per cambiare forma senza incidere sulla sostanza e, ancor peggio, di assecondare interessi politici che poco hanno a che vedere con il benessere dei cittadini e che anzi potrebbero risultare dannosi. La partecipazione sentita agli incontri di ieri mi ha dimostrato la volontà dei residenti di partecipare: volontà che invece è stata calpestata dalla fretta con cui il percorso partecipativo è stato realizzato”.

Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione Emilia Romagna, ieri, ha incontrato i cittadini di Ostellato e Fiscaglia per ribadire il no della Lega alla fusione per cui si voterà, con refendum consultivo, domenica prossima 2 dicembre.

“Abbiamo ribadito più volte i motivi che a nostro avviso rendono assurda una fusione tra i due Comuni”, spiega Fabbri “chiarendo come i due Comuni non si trovino nelle condizioni giuste per diventare un solo ente, avendo caratteristiche diverse e collaboraziuoni fattive già avviate e strutturate nella gestione dei servizi con altri territori”.

Per Fabbri “è evidente che si tratta di una imposizione che non tiene conto della realtà”, inoltre “una imposizione a cui peraltro è mancata la partecipazione dei cittadini a causa della fretta con cui è stato approntato lo studio di fattibilità durato appena qualche giorno”. Dal confronto di ieri “è emerso chiaramente il malcontento della gente”, aggiunge Fabbri “e noi siamo dalla parte di chi ritiene che un Comune come Ostellato non possa fondersi con Fiscaglia, che a sua volta è compresa in un’altra Unione dei Comuni, rischiando tra l’altro di perdere contributi che gli spetterebbero”.

Come è già avvenuto in altre realtà “il Pd qui vuole imporre la propria volontà politica spacciando per vantaggiosa una trasformazione che non avrà invece ricadute positive”.