ALAN FABBRI (LN): “PARCHEGGI A CONA: RINEGOZIARE IL CONTRATTO CON PROGESTE. SUBITO VIA A PROCEDURA TRASPARENTE”

“Basta attendismi o sotterfugi: il pasticcio di Cona va risolto entro l’estate. L’Ospedale e la Regione diano il via, con trasparenza, ad uno studio di fattibilità per la rinegoziazione del contratto, mettano nero su bianco una valutazione reale dei costi e si preparino ad un confronto diretto con ProgEste per trovare un accordo. Chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità: quando si tratta di servizi pubblici necessari, come gli ospedali, la partnership pubblico-privato non può e non deve scaricare i costi sui cittadini”.

Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione Emilia Romagna interviene sulla questione di parcheggi a pagamento di Cona, previsto nell’accordo tra Ausl e consorzio ProgEste che ha partecipato alla costruzione dell’ospedale.

“L’errore è stato fatto a monte, da amministratori e politici del Pd che da un lato demonizzano la gestione privata e dall’altro non sono capaci di realizzare con le aziende project financing realmente vantaggiosi”. Quando è stato firmato l’accordo che dà in gestione ai privati una serie di servizi tra cui quello dei parcheggi a pagamento “non si è pensato all’aspetto più importante, cioè al benessere dei cittadini, il trasporto pubblico verso l’ospedale non esiste ancora e adesso, tutti i nodi vengono al pettine”, aggiunge Fabbri.

“Una soluzione va trovata velocemente  e con trasparenza, senza più attendismi e senza incontri nelle segrete stanze”, spiega ancora il consigliere. “Da tempo si parla di una revisione del contratto con ProgEste e ancora non è chiaro se sia stato avviato e in che termini. Continuare a rimandare è inutile: bisogna rinegoziare il contratto capestro firmato a suo tempo con il Consorzio e per farlo bisogna avviare un serio approfondimento sui costi”, insiste il capogruppo. “La Regione dia conto con chiarezza della propria posizione in merito e assuma un ruolo da protagonista”, aggiunge Fabbri “non solo studiando una soluzione rapida, ma anche garantendo che eventuali oneri per la rinegoziazione non vadano a toccare i fondi per la sanità: sarebbe assurdo attingere da lì e penalizzare i servizi per rimediare ad un errore grossolano e i cittadini sarebbero beffati due volte”.