ALAN FABBRI (LN): «SOLO NOI AVEVAMO L’AUTONOMIA NEL NOSTRO PROGRAMMA. BONACCINI SARA’ MARCATO STRETTO, PER CAPIRE SE LA SUA E’ UNA REALE APERTURA O UNA SEMPLICE SPARATA ELETTORALE»

«L’unico candidato alla presidenza della Regione che aveva, nel suo programma, il tema dell’autonomia ero io. Non mi fido, quindi, delle “capriole” di chi, fino a ieri, era fortemente centralista, come il presidente Stefano Bonaccini, che incalzeremo affinché mantenga quello che ha detto da più parti, a proposito di questa sua “svolta autonomista”.» Il dibattito sul tema in Assemblea legislativa si è tradotto in qualcosa di surreale, assicura il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri. I Cinque Stelle («non conoscendo le regole istituzionali») sventolano un emendamento privo di significato, che non tiene conto dello statuo della Regione, e la maggioranza sostiene l’ultima boutade del governatore. Insomma, tutti hanno fatto a gara, pur di salire sul carro dell’autonomia. Indicando road map e benefici individuati con la formula del last minute. «Ma l’unico programma che conteneva una strategia precisa per arrivare all’autonomia era il nostro», precisa Fabbri. Il Carroccio spiega che soltanto modificando lo statuto regionale sarà possibile arrivare alla presentazione di un progetto di legge e, quindi, al risultato. «Soltanto con il voto in aula sulla nostra risoluzione – rincara la dose Fabbri – vedremo chi, effettivamente, è autonomista e chi si professa tale solo a parole.» Tanto più che il Carroccio arriva a questo appuntamento dopo un lavoro di anni, sui territori; la creazione di un dossier (curato tra gli altri dal consigliere regionale Ln, Stefano Bargi) in cui sono indicate cifre, risparmi, investimenti possibili trattenendo sul territorio la gran parte dei 21 miliardi di Pil che la Regione gira ogni anno allo Stato centrale. «E che non rivedrà mai più – ribadisce Fabbri – perché i trasferimenti finiscono altrove e si assottigliano di volta in volta.» L’autonomia è un tema passato per lungo tempo sotto traccia, ma della cui importanza sanno bene molti comuni di Veneto e Lombardia, «che hanno richiesto in questi anni l’adesione al Trentino Alto-Adige, che è una delle poche regioni a statuto speciale, in grado di amministrare in maniera virtuosa la maggiore disponibilità economica derivante dalla conservazione sul territorio del Pil prodotto.» Insomma, la “sparata” del Movimento 5 Stelle non è degna di considerazione e la Lega non ha nemmeno preso parte alla votazione sull’emendamento “anti-statutario” (quindi, illegittimo) presentato in assemblea. Il presidente Stefano Bonaccini, invece, «sarà osservato speciale, anche perché, se vuole arrivare effettivamente all’autonomia la Regione, dovrà prima o poi produrre uno studio, per capirne le effettive ricadute sui territori. Altrimenti, sarà la solita sparata elettorale.»