ALLUVIONE BAGANZA. RAINIERI (LN) “LA REGIONE LIQUIDÒ COME INUTILE L’INDAGINE INTERNA CHE CHIESI IO”.

“Sarebbe stato meglio che la Giunta regionale avesse approfondito quanto avvenne in occasione dell’alluvione del Baganza con una minuziosa indagine interna come gli avevo espressamente ed ufficialmente chiesto io. L’Assessore regionale all’Ambiente ed alla Protezione civile, Paola Gazzolo, liquidò quella richiesta come né opportuna né utile e, nelle risposte alle due circostanziate interrogazioni che ho presentato sui punti oscuri della vicenda, ha sempre cercato di sollevare da ogni responsabilità i dirigenti regionali coinvolti oltre che il Sindaco di Parma e i dirigenti comunali, a riconferma di come siano vicini il PD che conta in Regione del Presidente Stefano Bonaccini con i suoi assessori e Federico Pizzarotti. Constato ora che la Procura di Parma è dello stesso mio avviso, perché i punti oscuri sulle responsabilità per presunte omissioni o ritardi nelle procedure di allerta e prevenzione non sono stati ancora sufficientemente chiariti”. È con queste parole che il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, ha riassunto il dibattito tenutosi in Regione Emilia-Romagna sulle eventuali responsabilità per il disastro dovuto all’esondazione del Baganza nei quartieri Montanara e Molinetto di Parma il 13 ottobre 2014.

“Comunque, se le conclusioni alle quali è approdata la Procura di Parma riportate dai mezzi di informazione, saranno confermate nel prosieguo dell’inchiesta, sarebbero davvero inquietanti per il pressapochismo e la disattenzione che vengono addebitate in particolare all’amministrazione comunale di Parma e quindi in primo luogo, direttamente ed indirettamente, al Sindaco Pizzarotti – ha proseguito il Consigliere regionale leghista – E preoccupa non poco che l’amministrazione regionale non abbia voluto cercare di capire bene se allora qualcosa nelle procedure di prevenzione e di allarme non abbia funzionato. Forse, se invece di giustificare quel disastro solo per l’eccezionalità dell’evento atmosferico e per i tempi necessari alle comunicazioni secondo le procedure e le strumentazioni tecnologiche in dotazione, non sarebbero puntualmente capitati di nuovo disastri alluvionali come quelli del mese scorso della Parma a Colorno e dell’Enza a Lentigione o, perlomeno, si sarebbero avuti meno danni. Di certo  vi è che la brutta pagina dell’alluvione del Baganza non si è ancora chiusa, anche perché non bisogna dimenticare che il nodo idraulico di Parma non è ancora stato messo in sicurezza e perché la ferita dei ridicoli indennizzi concessi ai privati danneggiati dai governi del PD è ancora decisamente aperta e lo sarà ovviamente per molto tempo ancora”.