ALLUVIONI COLORNO E LENTIGIONE. RAINIERI (LN): “NON PUÒ ESSERE COLPA DELLA PIOGGIA. RIMANGONO TROPPI PUNTI OSCURI SULLE RESPONSABILITÀ”

“È inammissibile come Regione Emilia-Romagna e AIPO cerchino di giustificare i disastri degli alluvioni di dicembre a Colorno e Lentigione solo per l’eccezionalità delle precipitazioni registrate in quei giorni e il ripetersi con sempre più frequenza di questi disastri su tutta l’Emilia con il cambiamento climatico in atto. Vorrà dire che le popolazioni colpite potranno conoscere le eventuali responsabilità di quanto è avvenuto e dei danni che hanno subito solo ed esclusivamente attraverso le indagini della magistratura che per fortuna è già in movimento su quegli eventi come su altri dello stesso genere, vedi alluvione di Parma del 2014”. Con queste parole il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega nord, Fabio Rainieri, ha commentato quanto hanno dichiarato l’Assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo ed il Direttore generale di AIPO Bruno Mioni nella seduta Commissione Territorio dell’Assemblea legislativa che aveva ad oggetto le cause degli eventi alluvionali dello scorso 12 dicembre 2017 riguardanti i torrenti Parma e Enza ed il fiume Secchia.

“Rimangono tutti gli enormi punti oscuri su quali come Lega nord chiedevamo chiarimenti nell’interrogazione a cui in commissione sono state date solo risposte evasive e superficiali – ha quindi proseguito Rainieri – Nulla infatti è stato detto sui dubbi da tanti cittadini sollevati sulla scarsa manutenzione degli alvei dei corsi d’acqua che avrebbero non poco contribuito a far raggiungere agli stessi i massimi livelli storici. Peccato che i carabinieri che svolgono le indagini per la Procura di Reggio hanno acquisito fotografie che comproverebbero che quegli alvei nei giorni precedenti erano pieni di arbusti, tronchi e sterpaglie. Se le casse di espansione di Marano per l’Enza avessero funzionato così tanto bene come ci è stato detto, non si capisce perché ora si sta studiando di migliorarle e specificamente per quella sulla Parma perché si sta valutando di ridurre in futuro il rilascio d’acqua in modo da rendere più sicuro proprio l’abitato di Colorno. Ma la farsa più grave è quella di dire che il sistema di allerta regionale è adeguato ed ha funzionato nel caso dei due alluvioni contemporanei del 12 dicembre. Come fa ad essere adeguato se le popolazioni non furono nemmeno avvertite? Perché non si vuole dire che vi potrebbero essere delle responsabilità delle amministrazioni dei comuni di Colorno e Brescello che non avrebbero fatto quanto in loro dovere contrariamente a quello che hanno fatto altri comuni della zona? La sindaca di Colorno Michela Canova che fa tanto la eroina e la vittima spieghi ai colornesi perché parla solo ora di aver aderito all’Alert system per la comunicazione automatica del pericolo alluvione alla popolazione e non lo aveva ancora fatto prima dell’alluvione quando la Regione Emilia-Romagna con delibera di maggio 2017 aveva indicato ai comuni esposti a tali eventi di aderire a tale strumento”.