ALTO RENO TERME: LA LEGA, PARTORIENTI COSTRETTE AD ANDARE AVANTI-INDIETRO DALL’OSPEDALE DI BOLOGNA. ORA BASTA!

“La Regione faccia immediata chiarezza su quanto accade nel Comune di Alto Reno Terme dove ci risulta che molte donne in stato interessante, all’inizio delle contrazioni, una volta visitate all’ospedale Maggiore di Bologna vengano dimesse per poi fare ritorno dopo poche ore presso la stessa struttura ospedaliera. Una situazione che porterebbe poi all’attivazione del servizio di emergenza territoriale”.
“Parliamo – spiega Marchetti – di un Comune distante oltre 60 km dall’ospedale Maggiore di Bologna e che soffre le conseguenze della scellerata chiusura del punto nascite di Porretta. Com’è possibile continuare così? Ma vi sembra normale far percorrere ad una donna in gravidanza con le contrazioni così tanta strada dovendo attivare l’unica automedica che copre il territorio che di conseguenza rimane scoperto’”.
A ruota Lucia Borgonzoni consigliere comunale del Carroccio che punta l’accento sui risultati dei tagli sulla sanità: “Mascherate da riorganizzazioni – attacca Borgonzoni – queste operazioni portate avanti dal centrosinistra mettono a rischio la gravidanza delle donne e la vita di quei cittadini che avrebbero bisogno del servizio d’emergenza che magari in quel momento è impegnato in un parto”.

“Per questo – conclude Marchetti -, in Regione chiederò quanti casi di dimissioni a domicilio e rientri in poche ore sono stati registrati dalla chiusura del punto nascita di Porretta Terme ad oggi e cosa si intende fare per risolvere questa vergognosa situazione”.