AMPLIAMENTO DISCARICA TRE MONTI DI IMOLA: MARCHETTI (LEGA), DOPO “NO” DEL MINISTERO E’ CHIARO CHE SI TRATTA DI UN PROGETTO CHE PUNTA SOLO A FARE CASSA. BASTA RACCONTARE BUGIE.

La discarica Tre Monti di Imola, impianto presente all’interno del Piano regionale rifiuti, finisce nuovamente nell’occhio del ciclone. Dopo le proteste dei cittadini in merito al progetto di ampliamento (1,5 milioni di tonnellate) e di sopraelevazione (375 mila tonnellate), ora è il turno del Ministero dei beni e delle attività culturali che ha ritenuto incompatibile un ulteriore allargamento dell’impianto con i vincoli del piano paesaggistico.

Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord, punta l’accento sulle parole del Ministero e invita via Aldo Moro a fare chiarezza.

“E ora che si fa – chiede Marchetti -? La Regione che dovrebbe autorizzare l’ampliamento troverà un accordo con la soprintendenza? E se questo non dovesse accadere? Bisognerebbe rivedere tutto il Piano Regionale Rifiuti! Proprio per questo – attacca – chiesi di non approvarlo prima di dare il via libera definitivo all’ampliamento della discarica di Imola, ma evidentemente la foga del gestore (Herambiente) di accaparrarsi l’imponente mole di rifiuti speciali provenienti dai territori di non competenza dell’impianto di imolese, era troppo forte”.

“In fin dei conti – chiosa il consigliere del Carroccio –  i rifiuti speciali, rappresentano le maggiori entrate all’interno della discarica Tre Monti di Imola, e sono tutti rifiuti di provenienza industriale soggetti al libero mercato, e rappresentano dunque un bel giro d’affari per Herambiente che li smaltisce a bassissimo costo buttandoli in discarica. Davanti a tutto questo, però, la si smetta di raccontare che è necessario un ampliamento così imponente per gestire i nostri rifiuti”.

“Leggenda vuole che il sito abbia raggiunto la saturazione dopo che Herambiente ha gestito le ultime 70.000 tonnellate di indifferenziata (di 250.000 complessive) conferite quest’anno dai 23 Comuni di competenza. Ma non è così! Si snocciolino i dati come si deve! I responsabili spieghino che gran parte di quelle 250.000 tonnellate complessive sono in realtà rifiuti speciali accolti all’interno della discarica imolese per far cassa. Se l’impianto è saturo è perché negli anni si è continuato a far cassa, perché i rifiuti urbani del nostro territorio rappresentano una minima parte dei conferimenti”.

“Non raccontiamo delle balle dunque – conclude -. Sono pienamente convinto che se fossimo un territorio incapace di differenziare sufficientemente per ridurre al minimo i conferimenti in discarica, allora ci meriteremmo un ampliamento della discarica così imponente, ma visto che questa manovra la si sta facendo per continuare a far cassa, allora io non ci sto”.