ANDREA LIVERANI: «FORZE DELL’ORDINE RIDOTTE ALL’OSSO E INSICUREZZA PER I CITTADINI DIVENTATA INTOLLERABILE. MALPEZZI E IL PD SI DECIDONO A FARE QUALCOSA?»

L’altra sera è toccato a Reda, come nel recente passato ad altre parti del territorio comunale. Faenza continua ad essere presa di mira dai ladri che, questa volta, si sono accaniti contro un bar e le video lottery, per portarsi via l’incasso e altri beni di consumo. I cittadini faentini, ormai, sono pressoché rassegnati. Dopo l’escalation di fatti di cronaca. «La cosa sconcertante – dicono il segretario locale e consigliere regionale del Carroccio, Andrea Liverani, ed il capogruppo in consiglio comunale Ln, Gabriele Padovani – è che, né il sindaco Malpezzi, né la sua maggioranza a guida Pd, sembrano avere la benché minima idea di che cosa fare. Non vediamo provvedimenti urgenti all’orizzonte, mentre, quanto meno, sarebbe opportuno richiedere di convocare a livello provinciale un tavolo sull’ordine e la sicurezza. Cominciando, nel frattempo, con l’agire sulla dotazione e l’utilizzo della Polizia municipale». A questo proposito, la Lega ricorda di avere depositato soltanto alcuni giorni fa un’interrogazione in Assemblea legislativa, per interrogare anche la giunta Bonaccini sul problema della sicurezza sul territorio. «Il presidio della Polizia di Stato – ricordano Liverani e Padovani – dispone di soli 40 agenti ed è costretto a chiudere all’una. Quando, peraltro, anche la Polizia municipale ha già concluso il proprio servizio. A presidiare una città di 60mila abitanti come Faenza, le sue frazioni e le periferie, da Reda a Granarolo, rimangono soltanto due pattuglie dei carabinieri. Non è possibile – concludono dal Carroccio – che non si possano vedere queste cose e attuare gli opportuni correttivi. Si comincino ad utilizzare gli agenti della Polizia municipale per un più capillare controllo delle strade, invece di costringere i vigili ad operare con incarichi di ufficio o a vessare i cittadini per i divieti di sosta. La situazione è grave e va affrontata urgentemente».