ANDREA LIVERANI (LN): «SE NON SI INTERVERRA’ SUBITO, SARA’ LA FINE DI UN PRODOTTO DI QUALITA’. SI STANNO SPALANCANDO LE PORTE ALLA FRUTTA CHE GIUNGE DALL’ESTERO»

«Occorre fare presto, senza indugiare oltre: se la Regione non adotterà misure urgenti per tutelare la coltura della pesca, sostenendo i nostri coltivatori diretti, sarà la fine di un settore di qualità, che spalancherà anche le porte alla frutta in arrivo dall’estero». Non intende girare attorno alla questione, il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani. Dopo che le stime di questi ultimi giorni hanno certificato quello che il Carroccio sosteneva da tempo: la crisi del settore della pesca. Non per scarsa qualità, né tanto meno per un crollo della domanda. Ma perché, dei prezzi spesso stratosferici con cui le nettarine e le pesche in generale vengono vendute al dettaglio, poco o nulla resta nelle tasche dei coltivatori diretti. In media, 25 centesimi al chilogrammo. «Per un prodotto – precisa Liverani – che viene coltivato con accorgimenti importanti, che il cittadino può consumare con sicurezza. Questo a prescindere dalle tante restrizioni imposte dalla Regione, a fronte di quello che accade in quelle vicine, che rendono ancora più rigide le “gabbie” imposte dalle direttive Ue». Creando disparità in un mercato già di per sé difficile. «In questo modo – evidenzia Liverani – sarà la fine di un prodotto caratteristico della Romagna, come la pesca nettarina, che ha subito un calo nella produzione nell’ordine del 10%. Da tempo – incalza il consigliere Ln – abbiamo richiesto alla Regione di farsi parte attiva in Europa, per rivedere le troppe restrizioni che incidono sui costi finali delle aziende. Inoltre, vorremmo che la nettarina fosse definitivamente riconosciuta come marchio Igp, promuovendo questo “brand” a livello internazionale come già accade in Veneto per il prosecco, tanto per fare un esempio. Se la Giunta regionale continuerà a fare orecchie da mercante, saremo definitivamente invasi da prodotti di minore qualità provenienti dall’estero (con un inquinamento residuale elevato riscontrabile sul prodotto finale), con buona pace della sicurezza alimentare e della soddisfazione del consumatore. Senza contare i danni che subirà a quel punto l’intero indotto».