ANDREA LIVERANI (LN): «NON SOLO NUMERI PER IL MANTENIMENTO DEI PUNTI NASCITA: IL DISCORSO E’ ANCHE DI UNA QUALITA’ CHE DEV’ESSERE DIFESA E GARANTITA»

Esiste un trend demografico che tende verso il basso. E questo è un dato assodato. Vale a tutte le latitudini dell’Emilia-Romagna, ed a pagarne il conto sono i punti nascita dei piccoli presidi. In difesa della qualità dei punti nascita di Faenza e Lugo, di fronte a qualsiasi ipotesi di smembramento, si è schierato da tempo il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani. «Abbiamo sentito parlare in questi giorni di richieste di deroga, al Governo, da parte dell’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, per punti nascita che si collocano ampiamente sotto i 500 nati all’anno. Nella nostra battaglia di difesa della Pediatria e dell’Ostetricia – avverte Liverani – non facciamo solo un discorso di numeri, ma di qualità, di mantenimento delle condizioni e di difesa della salute del nascituro ed anche delle neo-mamme.» Quello che l’amministrazione locale faentina, in particolare, ha cercato di fare, secondo Liverani, «è stato trascurare il problema, mentre l’Ausl dell’Area Vasta della Romagna ha di fatto avvallato una politica di migrazione dei parti a rischio, programmati e non, verso l’ospedale di Ravenna.» I punti nascite di Faenza e Lugo, tuttavia, si collocano ancora al di sopra dei numeri fissati dalla Regione: nel 2016, 636 i nuovi nati nell’ospedale faentino, 601 in quello lughese, a dispetto dei trend di riduzione complessiva di nascite nel Paese. «Dato che i nostri ospedali non sono oggetto di deroghe e concessioni ministeriali, pretendiamo che continuino ad essere garantiti tutti gli standard che anche Anaao-Assomed ribadiscono come essenziali, per far fronte a possibili complicanze da parto. Per questo, chiediamo alla Regione che su questi punti nascite siano garantite tutte le professionalità necessarie a garantire i migliori standard: la guardia medica h. 24 nel servizio ginecologico, il pediatra, le ostetriche, un anestesista, oltreché ad una radiologia, un laboratorio analisi e tutta la dotazione tecnologica, con personale esperto in grado di utilizzarla.» Perché il servizio dev’essere garantito – avverte il Carroccio, pronto a presentare interrogazioni in Regione e a livello locale – assieme al diritto ad un percorso di accompagnamento al parto sicuro e di qualità. «Pretendiamo l’assunzione delle figure specialistiche necessarie a garantire tutto questo – conclude Liverani – senza la farsa di bandi a tempo determinato, come quello recentemente pubblicato per una figura di pediatra, che finiscono puntualmente deserti. Si ricominci a investire concretamente sulla qualità dei servizi sanitari.»