ANDREA LIVERANI (LN): «COME SI VEDE, NON ERA IMPOSSIBILE AVVIARE UNA SPERIMENTAZIONE IN TAL SENSO, COME CHIEDEVAMO DA TEMPO. AL SINDACO DI RUBIERA DICIAMO CHE SENZA LE NOSTRE PRESSIONI AVREBBE ATTESO IL PROVVEDIMENTO ANCORA A LUNGO»

Chi la dura la vince. Anche se il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, vuole prima attendere che la delibera della Giunta Bonaccini dell’altro giorno diventi un provvedimento esecutivo, prima di abbassare la guardia. Ma, intanto, la Lega un primo risultato l’ha ottenuto: «Diversi mesi fa – ricorda Liverani – avevamo presentato un ordine del giorno, per esortare l’Emilia-Romagna a fare come in Lombardia, dove i nasometri sono già utilizzati da tempo per misurare con parametri certi le emissioni odorigene, che creano disagio al cittadino. Ma anche una regione di colore opposto, come il Friuli, ha attivato sperimentazioni in tal senso. Abbiamo ritirato il nostro ordine del giorno – ricorda il consigliere Ln – dietro promessa che per alcune realtà dove il disagio olfattivo era particolarmente marcato – mi riferisco a Faenza, ed anche a Bondeno, dove alcune case sorgono a ridosso dalla centrale biogas Bioenergy Renew – si attivassero tavoli tecnici e si pensasse di installare i “nasi elettronici” a scopo sperimentale.» A Faenza, per il momento, è partito soltanto un tavolo comunale, per discutere delle criticità dei cattivi odori a Faenza e dintorni. A Bondeno, invece, tutto tace, anche a causa dell’inerzia dell’assessorato competente. Ora, sottolinea Liverani, «il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, evidenzia che la nuova delibera regionale consentirà di fare fronte al disagio odorigeno provocato dagli impianti ceramici: me ne compiaccio – dice Liverani – ma vorremmo che queste realtà fossero al nostro fianco anche nell’opera di controllo della Regione, che già altre volte ha promesso cose che non si sono mai realizzate.» I nasi elettronici sono stati “sdoganati” anche nei pressi dell’impianto di depurazione di Santa Giustina (Rn), dove «Hera ha ammesso di avere in corso monitoraggi con l’uso di nasi elettronici». Liverani chiederà che anche in Assemblea legislativa si arrivi presto ad un impegno preciso da parte dell’amministrazione: «La tecnologia dei “nasometri” (o nasi elettronici) è nota da tempo: recenti sperimentazioni (documentate anche dalla rivista della Regione “Ecoscienze”; ndr) hanno riguardato modelli di simulazione di dispersione degli odorigeni, riferite a composti quali: ammoniaca, limonene, idrogeno solfato e così via. Arpae del Friuli utilizza già le strumentazioni che noi proponiamo. L’Emilia-Romagna arriva con profondo ritardo e dopo che anche le centrali biogas, come quella di Bondeno, si sono sparse per un po’ tutto il territorio. In qualche caso, a ridosso di centri abitati.» Ora l’assessore Paola Gazzolo è passata dal “possibilismo” sui tavoli tecnici chiesti dal Carroccio, ad un’accelerazione improvvisa con una delibera. «Vedremo se il tutto si concretizzerà in fatti concreti e se i problemi che lamentiamo da tempo saranno risolti. Di certo, nel nostro ruolo di opposizione, non abbasseremo la guardia proprio adesso.»