ANDREA LIVERANI (LN): “QUESTO TIPO DI CARNE E’ L’UNICO PER IL QUALE NON E’ POSSIBILE VERIFICARE LA TRACCIABILITA’. LA REGIONE SI ADOPERI PER TUTELARE CONSUMATORI E PRODUTTORI E SOLLECITI L’EUROPA A INTEGRARE IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERMENTO”

Un vuoto normativo a monte dell’assenza di etichettatura per questo tipo di carne. La Lega Nord ha presentato nel merito una risoluzione, con primo firmatario il consigliere regionale Andrea Liverani (ma sottoscritta dall’intero gruppo consigliare), per porre il problema all’attenzione dell’aula di viale Aldo Moro. «Sin dal 2000, il Parlamento Europeo ha introdotto regolamenti e direttive per regolamentare la tracciabilità della filiera delle carni (che parte dall’allevamento, fino alla macellazione e lavorazione del prodotto; ndr) – dice Andrea Liverani –. Tali regolamenti hanno introdotto progressivamente vincoli sulla pubblicità, l’etichettatura, l’indicazione degli allergeni e le caratteristiche nutrizionali. Ora, se queste norme disciplinano prodotti come la carne bovina, ovina o suina, non si capisce perché, per la carne di coniglio, ci si accontenti di confezioni generiche senza riferimenti su origine e macellazione dei capi.» Una lacuna che ha come conseguenza diretta l’invasione di carni provenienti (a prezzi irrisori) da paesi dell’est europeo, per esempio, che danneggiano gli allevatori italiani ed i consumatori. Infatti, nonostante i numerosi appelli di questi ultimi, «si persiste a negare ai cittadini europei il diritto ad essere informati sul luogo di nascita, allevamento e macellazione del coniglio. Le aziende emiliano-romagnole chiedono una disciplina del settore, per impedire la concorrenza “sleale” degli allevamenti dell’est Europa.» Per questo motivo, a tutela del settore e anche a beneficio della salute del consumatore, la Lega Nord chiede alla Regione un impegno concreto, per intervenire in tutte le sedi opportune, affinché sia previsto l’obbligo di etichettatura anche per le carni di coniglio.