ANDREA LIVERANI (LN): «UN PRIMO PASSO, MA LA REGIONE CONTINUA A NON PRENDERE POSIZIONE E AD EVITARE L’USO DEI NASOMETRI. COSA STIAMO ASPETTANDO?»

«Bene il tavolo comunale per discutere delle criticità dei cattivi odori a Faenza, ma la Regione continua a non prendere posizione e ad ignorare l’uso dei nasometri, come già accade in Lonbardia e Friuli: che cosa stiamo aspettando? C’era un impegno da parte della maggioranza Pd, ma finora è stato disatteso.» Non si accontenta dell’accordo “mondo” sottoscritto dai privati e coordinato dall’assessorato comunale all’ambiente di Faenza, il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani. Il quale, da un lato, prende atto di un primo, ma troppo timido passo, con l’accordo sottoscritto sul tema dei cattivi odori in città. Ma ricorda anche che alla presentazione di un suo ordine del giorno in Assemblea legislativa vi era stato un impegno preciso da parte dell’amministrazione: «La tecnologia dei “nasometri” (o nasi elettronici) è nota da tempo: la Lombardia da anni ha introdotto criteri di misurazione che vadano oltre i comuni parametri ambientali, misurando anche le particelle odorigene, che creano disagio ai cittadini. Lo stesso – sottolinea Liverani – avviene in Friuli, che è una regione amministrata dal Pd. E dove la sperimentazione in atto ha riguardato modelli di simulazione di dispersione degli odorigeni, con misurazioni legate a composti quali: ammoniaca, limonene, idrogeno solfato e così via. Arpae del Friuli utilizza già le strumentazioni che noi proponiamo. Solo l’Emilia-Romagna, per motivi che non riusciamo a capire, si ostina a fare finta che le soluzioni al problema dei cattivi odori in prossimità di impianti non esistano.» In sostanza, osserva il Carroccio, «si vanifica ogni azione ispirata ai contenuti del documento che avevamo presentato in Regione, in cui si faceva espressamente riferimento all’uso dei “nasometri” sul modello lombardo.» Liverani aveva ritirato il suo ordine del giorno, «dietro alla promessa del Pd e dell’assessore Paola Gazzolo che sarebbero stati attivati tavoli tecnici entro tre mesi, nelle località di Faenza e Bondeno, interessate dai cattivi odori. Stiamo ancora aspettando una risposta e di capire che ruolo avrà la Regione, accanto al ruolo “di garante” che si annuncia spetterà ad Arpae. Se questa non arriverà, procederemo con una risoluzione in cui il Pd dovrà finalmente pronunciarsi.»