ANDREA LIVERANI: «UN IMPIANTO CHE VA ALIMENTATO ANNUALMENTE CON 270MILA TONNELLATE DI CIPPATO L’ANNO NON E’ ANACRONISTICO, SE CONSIDERIAMO L’ACCORDO SUL CLIMA DI PARIGI?»

Il conto alla rovescia è cominciato. Perché, a metà del 2018, se nel frattempo non interverranno altre novità, la Powercrop potrà dare il via alle operazioni della centrale a biomasse di Russi (Ra). Una centrale contro la quale si sono schierati in molti: associazioni civiche e ambientaliste, la stessa Legambiente. Anche un parere della Soprintendenza, inizialmente fatto proprio dai comitati che si erano rivolti al Tar, aveva inizialmente contribuito a sancire lo stop all’impianto. «Purtroppo, nel 2014, il Consiglio di Stato ha dato ragione all’azienda, che si era rivolto al supremo organismo impugnando la sentenza del Tribunale Amministrativo regionale, ed ora questo discutibile impianto è pronto ad essere reso operativo – commentano caustici il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, ed il segretario Ln di Russi, Maria Marabini -. Ci chiediamo se, quando entrerà pienamente in funzione, nel 2018, uno stabilimento che era stato progettato con tecnologie considerate moderne dodici anni prima, non sarà già anacronistico. Senza contare – dicono dal Carroccio – che il consumo di 270mila tonnellate di cippato dovrebbe essere sostenuto dalla produzione a chilometro “zero” (entro i 70 chilometri) delle “pioppelle” necessarie. Sappiamo benissimo – dicono Liverani e Marabini – che questo non è possibile: la pioppicoltura locale non può sostenere una produzione simile. Come si farà ad alimentare questo gigantesco impianto da 30 megawatt, che farà inevitabilmente aumentare il traffico pesante diretto alla centrale, su Russi e anche le zone limitrofe?». Il consigliere regionale Liverani ha depositato, sulla base di tutti questi dubbi, l’Assemblea legislativa. Per chiedere al governatore Stefano Bonaccini, ed all’assessore Paola Gazzolo di dare una risposta ai tanti dubbi che circondano ancora la centrale a biomasse. «Nel frattempo – concludono Liverani e Marabini – sono intervenute importanti novità, anche sulle forme giudicate sostenibili di energia e sulle emissioni di Co2: la centrale di Russi è compatibile, alla luce di questo, con le restrittive misure introdotte dai trattati internazionali sul clima di Parigi?»