BARGI E BAGNOLI (LN): “NUOVI CIE, SU MODENA SCARICATO IL PESO DI TUTTA LA REGIONE. A RISCHIO ANCHE LA GESTIONE DELL’ORDINE PUBBLICO SUL TERRITORIO, MUZZARELLI SI ATTIVI IN FRETTA”

“Riapre il Cie a Modena, ma funzionamento e soprattutto conseguenze per il nostro territorio sono avvolte nella nebbia”. Tra perplessità e allarme il commento della Lega Nord modenese sul Centro di permanenza per il rimpatrio, nuovo nome delle strutture predisposte per gli immigrati clandestini. “Modena è l’unica città che ne avrà uno in Emilia Romagna – sottolinea Stefano Bargi, consigliere regionale del Carroccio – , è ovvio che la struttura sarà sottoposta a una pressione straordinaria. Di fatto su Modena verrà scaricato un peso sempre maggiore, considerando l’incremento ormai esponenziale di flussi migratori”. Bargi ricorda la ‘mission’ originaria dei Cie, “che avevano finalità e norme ben precise, tra cui limiti massimi per la presenza dei clandestini. Ora questi Cpr aprono interrogativi che le istituzioni coinvolte devono sciogliere in fretta, per evitare che l’onere sia, ancora una volta, sbilanciato sui territori. E la certezza, purtroppo, è che Modena dovrà sobbarcarsi il peso di un’intera regione”. Con l’alta probabilità di aggravare anche la gestione dell’ordine pubblico generale. “E’ chiaro che la presenza del nuovo Cie richiederà agenti in misura adeguata – chiosa Luca Bagnoli, esponente della Lega Nord modenese – , il rischio forte è che vengano a mancare risorse per il controllo del territorio e la lotta alla criminalità”. Un’ipotesi ventilata anche dal sindaco Muzzarelli, come riportato da notizie di stampa. “Perciò gli chiediamo di attivarsi subito – incalza Bagnoli  – , facendosi sentire presso le autorità competenti. Già Modena è ‘beffata’ dal momento che ospiterà l’unico centro di tutta la regione, evitiamo che i cittadini siano esposti a maggiori pericoli perchè non ci sono abbastanza forze dell’ordine sul territorio”.