BARGI E GOLINELLI (LEGA): “APPENNINO: BONACCINI OGGI COPIA LA PROPOSTA DELLA LEGA CHE BOCCIO’ UN ANNO FA”

“Una fiscalità di vantaggio per l’Appennino modenese, che comprenda un pacchetto di misure completo volte ad incentivare davvero il ripopolamento anche produttivo della montagna. I provvedimenti a pioggia o i finanziamenti una tantum non sono sufficienti. Bonaccini che oggi parla di misure fiscali per la montagna esattamente due anni, fa insieme a tutto il gruppo Pd bocciò in aula una nostra risoluzione che chiedeva la stessa identica cosa. Ora che le elezioni sono all’orizzonte, con la solita strategia del Pd, ripropone le idee della Lega spacciandole per originali. La tutela del nostro Appennino non ha un colore politico: il presidente dimostri di tenerci davvero, condividendo programmi e riflessioni per una risposta strutturata che non sia la solita vana promessa”.
Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega e Guglielmo Golinelli, deputato del centrodestra della provincia di Modena intervengono sull’annuncio di qualche giorno fa del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, di voler elaborare alcune misure che consentano, a partire dal 2019, di favorire chi sceglie di vivere e svolgere la propria attività nelle zone di montagna.
“Il territorio risente gravemente dello spopolamento causato, a sua volta, da politiche scellerate che impoveriscono di presidi e di servizi necessari il nostro Appennino”, spiega Bargi. “Le difficoltà per chi abita in montagna, nonostante le promesse che si sono susseguite negli anni, sono e restano innumerevoli: dal dissesto idrogeologico alle difficoltà viarie, dalla presenza di animali selvatici che si avvicinano sempre più alle zone abitate, fino alla lenta ma costante deprivazione dei servizi sanitari, come il punto nascite di Pavullo recentemente chiuso”, aggiungono i leghisti.
“Più volte le istituzioni, tra cui anche la Regione, si sono prodigate in conferenze con previsione di finanziamenti e fondi, ma fino ad ora è mancato un piano complessivo che renda la scelta di vivere e avviare attività nelle zone montane, veramente conveniente”, proseguono Bargi e Golinelli.
“Già nel febbraio del 2016, come Lega, presentammo una risoluzione chiedendo di concedere sgravi fiscali alle attività produttive che avessero voluto insediarsi nelle zone montane dell’Emilia Romagna, rilevando una riduzione dei contributi nazionali rispetto al passato e la permanenza di diverse criticità. La richiesta (in allegato) venne bocciata, per due anni non si è più parlato di questa possibilità e le cose sono rimaste identiche a sempre”.
Ora, con grave ritardo e “solo in vista della campagna elettorale per la Regione, Bonaccini annuncia di voler pensare alla stessa cosa e di nuovo prepara l’ennesima Conferenza per la montagna che, come sempre, partorirà promesse che poi non verranno mantenute”.
Affinchè la storia non si ripeta sempre identica “chiediamo al presidente Bonaccini di aprire sul tema una discussione seria, che riconosca che quello che affligge le zone della nostra montagna, a causa di diversi fattori concomitanti, è un disagio territoriale che va risolto con misure strutturali, con sgravi fiscali importanti e duraturi e con azioni coordinate, valutando, insieme a tutte le forze politiche, anche il ricorso a misure speciali già utilizzate in altri ambiti disagiati del Paese”, conclude Bargi.