BARGI (LEGA): “MODENA, L’APPALTO DA 1 MILIARDO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI SEMBRA CUCITO ADDOSSO AD HERA”

“Lasciano quanto meno perplessi i criteri per l’affidamento del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani, fissati nel bando di gara pubblicato in Gazzetta ufficiale (Contratti Pubblici n.54 del 10-5-2019) e relativo al bacino territoriale “Pianura e Montagna modenese”.

In pratica il bando di gara riguarda 33 Comuni (Modena, Castelfranco Emilia, Vignola, Pavullo nel Frignano, Spilamberto, Savignano sul Panaro, San Cesario sul Panaro, Zocca, Marano sul Panaro, Lama Mocogno, Sestola, Palagano, Montefiorino, Frassinoro, Polinago, Montecreto, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Fanano, Fiumalbo, Riolunato, Pievepelago, Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Montese, Sassuolo, Fiorano, Prignano, Formigine, Maranello e Serramazzoni ndr) molti dei quali andranno al voto il prossimo 26 maggio”.

A mettere sotto la lente d’ingradimento il bando per l’appalto della gestione rifiuti del Modenese, è il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, che oggi ha investito della vicenda la Regione Emilia-Romagna, attraverso un’interrogazione nella quale evidenzia come “l’importo dell’appalto, (circa 1 miliardo di euro, 933.475.135 euro per la precisione) la durata (15 anni) e l’ampiezza del bacino territoriale interessato dalla concessione, si scontrino con quanto chiesto nei mesi scorsi dall’Antitrust, che aveva indicato alla Regione di ridurre la durata degli affidamenti e anche l’ampiezza dei bacini”.

Ma c’è di più, perché secondo Bargi “i criteri di selezione (aver conseguito un fatturato specifico, nel triennio 2015/2017, per lo svolgimento di servizi di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati analoghi, di importo pari o superiore a euro 150.000.000; aver gestito, per un periodo di almeno dodici mesi consecutivi nel triennio 2015/2017, servizi di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati per una popolazione servita continuativamente e contemporaneamente nel medesimo periodo pari ad almeno 250.000 abitanti) previsti nel bando sembrano cuciti addosso alla multiutility Hera, che dal 2011 gestisce i rifiuti di Modena e provincia, in virtù del conferimento ricevuto da Atersir. Un conferimento iniziato nel 2011 e continuato ininterrottamente a suon di proroghe dell’appalto, le quali hanno suscitato le contestazioni dell’Antitrust”.

“Le condizioni previste dal bando sembrano prefigurare un nuovo affidamento della gestione dei rifiuti a Modena e provincia ad Hera almeno fino al 2034, l’anno individuato dall’attuale amministrazione comunale per la dismissione del termovalorizzatore che brucia i rifiuti in città. Pertanto è evidente la volontà politica che sottende questa gara di affidamento: quella dilegare le mani alla nuova amministrazione, vincolata per i prossimi 15 anni a scelte già prese da altri, a pochi giorni dal voto” attacca ilcandidato sindaco di Modena, Stefano Prampolini.

Perplessità e interrogativi dei quali Bargi ha investito la Giunta regionale, col deposito di un atto ispettivo nel quale chiede “se la gestione del termovalorizzatore a Modena sia effettivamente stata affidata ad Hera fino al 2034; per quali ragioni, dopo tanti anni di attesa, sia stato emanato il bando di gara per lo svolgimento di servizi di gestione dei rifiuti urbani nella provincia di Modena poche settimane prima delle elezioni amministrative e regionali; perché nel bando sia stata stanziata una cifra così elevata e fissati criteri così stringenti; e se non ritenga scorretto vincolare per i prossimi 15 anni la nuova amministrazione comunale di Modena e le altre amministrazioni ad un contratto così oneroso e all’inevitabile monopolio di Hera, impedendo la possibilità di compiere scelte politiche, economiche ed ambientali differenti nella concessione e gestione del servizio rifiuti?”