CASALFIUMANESE. MARCHETTI (LEGA), LA GIUNTA FACCIA CHIAREZZA SUI TEMPI DI RICOSTRUZIONE DEL PONTE SUL SANTERNO

“Il tempo passa ma la situazione non cambia e così, a quasi due anni di distanza dalla piena del fiume Santerno che il 20 settembre 2014, in località Carseggio, nel Comune di Casalfiumanese (BO), ha abbattuto un ponte Bailey che a sua volta ha danneggiato il ponte di via Macerata  rendendolo inagibile, tutto è rimasto uguale”.

Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord punta il dito contro una situazione che rischia pericolosamente di consolidarsi e trasformarsi da “emergenza” a normalità.

“Per permettere il transito dei residenti – spiega Marchetti – è stato realizzato un guado provvisorio per un importo di 65.000€ realizzato dal Servizio Tecnico Bacino Reno. A fine febbraio 2016, invece – continua Marchetti – durante un incontro con il direttore dell’agenzia di Protezione Civile e il responsabile del Servizio Tecnico Bacino Reno, il Sindaco di Casalfiumanese ha presentato un’ipotesi progettuale soddisfacente ai requisiti per il nuovo ponte tanto che  il Servizio Tecnico di Bacino Reno ha confermato l’impegno a supportare il Comune in tutte le fasi tecniche”.

“A marzo, poi, l’Agenzia di Protezione Civile ha concesso al Comune di Casalfiumanese un finanziamento pari a 50.000€ per il ripristino di una spalla del guado, per l’installazione di sbarre di sollevamento manuale, per l’istituzione di un senso unico alternato e la demolizione e rimozione dei resti del vecchio ponte. Lo stesso Comune di Casalfiumanese, in occasione della redazione del bilancio 2016, ha destinato 35.000€ per le necessarie indagini geologiche preliminari alla progettazione del nuovo ponte. Nonostante tutto questo – continua Marchetti -, tutto appare però come prima. Per questo invito la Giunta a verificare se le indagini geologiche si sono concluse, quali lavori sono già stati svolti nell’area e se si è in grado di avere una previsione delle tempistiche per la realizzazione del nuovo ponte. Non vorrei infatti  – conclude – che la soluzione tampone per l’emergenza diventi quella definitiva come troppo spesso accade nel nostro Paese”.