COPADOR. RAINIERI (LN): “NON PENALIZZARE GLI AGRICOLTORI”

“Bene l’impegno della Regione sulla Copador ma sia chiaro che non basta salvare in qualche modo l’imminente stagione 2017. Per salvare realmente questa realtà produttiva e non farla semplicemente navigare a vista fino alla liquidazione, si deve tenere in considerazione che c’è chi ha già fatto pesanti sacrifici, i fornitori  e tra essi molti soci, e che ad essi non se ne potranno chiedere di nuovi molto pesanti. Penalizzandoli ulteriormente si rischia infatti di provocare un grave danno a tutto il comparto del pomodoro da industria di Parma e Piacenza con pesanti conseguenze negative economiche e sociali”. Questo il commento che ha rilasciato il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, a seguito del dibattito avvenuto nell’aula dell’Assemblea regionale sulla crisi della Copador di Collecchio.

“Sinceramente da parte dell’Assessore regionale all’agricoltura Caselli mi aspettavo una visione più di prospettiva per la soluzione di questa gravissima crisi – ha quindi aggiunto Rainieri – Concordo infatti che è fondamentale adesso salvare la stagione 2017 per mantenere la continuità aziendale. Ma la situazione è che gli agricoltori, che hanno già crediti non pagati per le forniture di materia prima fatte per il 2015 e il 2016, rischiano di procedere a partire da marzo con le semine senza che vi sia un accordo sul prezzo del pomodoro e senza nemmeno sapere se e quando verranno pagati dalla procedura concordataria. Agli esponenti del PD, come la stessa Simona Caselli, la Consigliera regionale Barbara Lori e l’Onorevole Giuseppe Romanini che fino ad ora hanno fatto sentire la loro voce sul problema, voglio infatti ricordare un riscontro allo stesso tempo importante e inquietante: secondo i dati di bilancio riportati fino al 2015 e diffusi anche sul web, dal 2011 gli istituti di credito sono rientrati degli investimenti fatti in Copador di 4.578.000 euro in linea capitale più gli interessi, mentre i debiti verso i fornitori (e tra questi si presume vi siano anche i conferimenti dei soci) sono aumentati di 12.349.000 euro di cui 10.000.000 circa nell’ultimo anno. Quindi l’equazione sembra dire che il mancato risanamento è avvenuto a carico dei fornitori e dei soci”.