DANIELE MARCHETTI (LN): “FONDO SOCIALE, EMILIANI E ROMAGNOLI DISCRIMINATI. MA AL PD VA BENE COSÌ”

“Una legge regionale a tutela dei cittadini emiliano romagnoli, perché non vengano più discriminati nell’accesso al Fondo sociale. Questa, in sintesi, era la nostra proposta, respinta oggi in aula dal Pd che, da tempo, promette di rivedere una norma fortemente discriminatoria, ma poi dimostra di non avere a cuore chi ha contribuito, pagando le tasse, a creare il nostro sistema di welfare”.

È Daniele Marchetti, primo firmatario del Progetto di legge proposto dal gruppo Lega Nord “Modifica alla legge regionale 12 marzo 2003”, relativa alle “Norme per la promozione della cittadinanza sociale” a spiegare il senso della proposta leghista, bocciata oggi in sede di Assemblea legislativa con i voti contrari del Partito democratico e delle sinistre, con l’astensione dei 5 Stelle.

“Il Progetto di legge che abbiamo presentato aveva l’obiettivo di porre fine alle discriminazioni viste, fino ad oggi, nei confronti dei cittadini emiliani e romagnoli”, spiega Marchetti. “La Regione da anni infatti, destina il 10% delle risorse regionali dedicate al Fondo sociale regionale, al cosiddetto contesto ‘pluriculturale’, ossia una parte del fondo viene riservata, di fatto, ai cittadini stranieri”. Con una discriminazione più che evidente: “Questa percentuale riservata comporta automaticamente che mentre gli immigrati possono beneficiare del 100% del fondo, gli emiliani e i romagnoli si devono accontentare del 90%. Non è discriminazione nei confronti dei nostri connazionali questa?”, rimarca il consigliere.

Con il Progetto di legge presentato la Lega Nord intendeva inserire un concetto ben preciso: “I residenti storici della nostra Regione, ovvero coloro che versano da più tempo e da almeno 10 anni, le tasse sul nostro territorio, non possono essere esclusi in alcun modo dal riparto delle risorse regionali”, spiega ancora Marchetti. “Si tratta di una richiesta a nostro avviso assolutamente di buon senso, volta soltanto di non discriminare la nostra gente”.

Il Pd, invece, ha “totalmente snobbato la nostra proposta e dopo aver nominato il sottoscritto come relatore, la discussione del Progetto non è più stata calendarizzata in Commissione (sede deputata ad una prima valutazione dei Progetti di legge)”, spiega ancora Marchetti. “Per questo motivo avevo ritenuto importante portare direttamente in Assemblea legislativa la discussione di questo tema”. Anche qui, però, la proposta non è passata.

“Evidentemente per il Pd i cittadini emiliani e romagnoli contano poco”, conclude Marchetti “e dire che la vicepresidente Elisabetta Gualmini ha annunciato più di una volta di voler archiviare questi criteri di riparto del Fondo sociale regionale ereditati dalla scorsa legislatura. Eppure, ad oggi, non abbiamo visto alcun atto concreto”. Entro il prossimo aprile la Regione dovrebbe approvare i nuovi piani di zona del comparto socio-sanitario per l’assegnazione del Fondo: “La giunta ha lasciato intendere che durante quel passaggio ci lasceremo alle spalle la vecchia modalità di riparto e noi ci auguriamo sia davvero così, per il bene dei cittadini”. Se così fosse “per noi sarebbe una piccola vittoria, vorrebbe dire che la nostra battaglia ha ottenuto qualche risultato”, anche se “per evitare le solite promesse vane sarebbe stato opportuno inserire questi criteri in legge”.