112 – Numero Unico di Emergenza.

Testo dell'atto

Premesso che:

  • Nel Luglio 1991 la Comunità Europea (Decisione Europea n. 917396/CEE) ha invitato gli Stati Membri all’adozione del Numero Unico Europeo (NUE 112) per le chiamate di emergenza;
  • Circa dieci anni dopo, la direttiva 2002/22/CE del Parlamento e del Consiglio europeo, ribadisce tale richiesta agli Stati dell’Unione Europea, introducendo il vincolo per i gestori della fonia di mettere a disposizione delle autorità che gestiscono i servizi di soccorso le informazioni relative alla localizzazione del chiamante;
  • I servizi di emergenza italiani, in particolare quelli attinenti al settore sanitario, registrano negli ultimi anni un incremento di richieste esponenziale, dovuto in parte all’assenza di soluzioni assistenziali alternative ed in parte ad un accesso indiscriminato al 118: nell’anno 2010 la Società Italiana dei Sistemi 118 ha documentato più di otto milioni di chiamate entranti;
  • Nella percezione dei cittadini europei, e nelle stesse istituzioni il concetto delle istruzioni telefoniche salvavita è scarsamente considerato: ad esempio, i cittadini europei che accedono al 112 vogliono rapidamente un’ambulanza o una pattuglia, mentre offrono resistenza a restare in linea con l’operatore che risponde, nonostante sia ampiamente dimostrata l’efficacia di alcune manovre rianimatorie somministrate telefonicamente;
  • La Carta Europea dei Diritti Fondamentali, riconosciuta con piena efficacia giuridica dal Trattato di Lisbona del 2009, impone prioritariamente l’integrità della salute pubblica e della sicurezza, specificando altresì i criteri per agevolare ai cittadini portatori di disabilità l’accesso al servizio di emergenza;
  • Spesso l’elevata presenza di numeri emergenziali crea confusione dal momento che il cittadino si trova a dover decidere se contattare il 112 (Carabinieri), il 113 (Polizia), il 115 (Vigili del Fuoco), il 118 (Pronto Soccorso) oppure altri;
  • Un possibile errore nel contattare un altro numero rispetto a quello direttamente interessato può comportare ritardi, spesso anche fatali;
  • La presenza di più numeri aumenta anche lo stato di agitazione della persona, la quale, evidentemente, si trova già in una situazione concitata;
  • In situazioni di emergenza la chiamata dei soccorsi o delle forze dell’ordine è il primo atto da compiere, per affrontare al meglio l’evenienza;
  • Nel 2010 fu adottata dalla Regione Emilia-Romagna la delibera 423/2010 con oggetto “ATTUAZIONE DEL DECRETO DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 12.11.2009 IN MATERIA DI REALIZZAZIONE DI NUMERO UNICO EUROPEO DI EMERGENZA”;
  • Contestualmente è stata costituita presso il medesimo Ministero una commissione consultiva a cui partecipano anche rappresentanti della Conferenza Stato-Regioni.

                                                                   Considerato che:

  • Con il sistema NUE 112 nessun utente rimarrebbe senza risposta e sarebbe addirittura possibile svincolare completamente la Centrale Operativa (CO) territorialmente competente dalla gestione dei casi ordinari;
  • Questa operazione consentirebbe di risparmiare a livello economico, ma anche di cancellare le chiamate inutili oppure i doppioni e comporterebbe inoltre dimezzamenti nei tempi di intervento;
  • In Emilia-Romagna è la Protezione Civile, in accordo con il 118, che si è attivata per portare a termine l’attivazione del Numero Unico di Emergenza.

Rilevato che:

  • La Regione Lombardia, in data 4 Luglio 2011, ha firmato il protocollo di intesa con il Ministero dell’Interno per l’attuazione, a livello regionale, del 112 NUE – Numero Unico di Emergenza Europeo secondo il modello del Call Center Laico;
  • Il NUE 112 lombardo rappresenta un modello in linea con i più stringenti requisiti dettati dalla normativa comunitaria. Offre infatti, la garanzia di una risposta da parte delle Amministrazioni coinvolte (Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Soccorso Sanitario) alle chiamate di emergenza/soccorso effettuate da qualunque cittadino italiano o straniero da telefono fisso o mobile, la funzionalità di localizzazione e/o identificazione del chiamante sia da telefonia fissa sia da mobile, l’accesso ai diversamente abili e sicurezza e tracciabilità della chiamata;
  • Attualmente il tavolo di confronto sui modelli organizzativi è coordinato dalla European Emergency Number Association (EENA), l’organizzazione che si prefigge l’obiettivo di diffondere la cultura del numero unico attraverso molteplici iniziative in tutta Europa;
  • Come si apprende dal sito dell’EENA il modello realizzato da Regione Lombardia è in fase di realizzazione anche in Provincia di Roma e in tutta la Regione Lazio e anche nella Provincia di Trento e in Trentino Alto-Adige;
  • Anche la Regione Friuli Venezia Giulia, tramite il suo Presidente Debora Serracchiani, si è informata in Lombardia per attuare questa importante novità;
  • In Europa, il Numero Unico d’Emergenza è attivo in quasi tutti i Paesi Membri dell’Unione Europea;
  • L’inadempienza dell’Italia nel determinare un Numero Unico Emergenziale ha determinato, dopo molti solleciti, una condanna da parte della Corte di Giustizia Europea nel 2009;
  • In assenza di misure infrastrutturali concrete è ipotizzabile che in futuro le sanzioni verranno introdotte nuovamente;
  • Regioni come Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Piemonte e Trentino Alto Adige partiranno con il sistema del Numero Unico di Emergenza nel 2016, mentre la città di Roma lo istituirà già dal 1 Dicembre;

Visto che:

  • Con i nuovi telefoni cellulari sarà impossibile l’accesso ai numeri tradizionali 113, 115, 118;
  • I servizi di emergenza italiani, in particolare quelli attinenti al settore sanitario, registrano negli ultimi anni un incremento di richieste esponenziale, dovuto in parte all’assenza di soluzioni assistenziali alternative ed in parte ad un accesso indiscriminato al 118;
  • La tendenza dei paesi europei, al contrario, si orienta verso attività di prevenzione sempre più marcate, scoraggiando gli abusi e definendo le richieste incongrue pervenute ai sistemi di emergenza socialmente riprovevoli, al pari dell’evasione fiscale;
  • L’Italia è l’ultimo paese in Europa nella localizzazione delle chiamate emergenziali, il 20% delle chiamate non viene, infatti, localizzata in maniera precisa.
  • Con risposta all’Interrogazione n. 1141 l’assessore Venturi riportava che la Regione è “in attesa di conoscere il calendario di attivazione dei CUR 112 e di chiarimenti in merito alle relative modalità di finanziamento” , rischiando così di traslare l’attivazione al 2017 a discapito di sicurezza e risparmio;
  • E’ la Regione stessa che deve attivarsi e non attendere le disposizioni del Ministero.

L’Assemblea Legislativa impegna il Presidente e la Giunta regionale:

  • Ad attivarsi in tempi brevi presso il Ministero dell’Interno per ottenere l’approvazione del Call Center Laico (CUR) 112;
  • Alla riorganizzazione delle sale operative e telefoniche regionali per poter preparare al meglio la gestione e l’avvio del Numero Unico d’Emergenza.

Dettagli

  • Tipo Risoluzione
  • Data 16 febbraio 2016
  • Firmatari Bargi, Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
Scarica Atto
Back to Top