Accesso allo SDI ed al Database del Viminale da parte delle Polizie locali dell’Emilia-Romagna.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE a risposta scritta

Il sottoscritto Consigliere regionale del gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Premesso che:

  • l’uso condiviso tra polizia, carabinieri e vigili urbani dei moderni sistemi di videosorveglianza urbana in dotazione ai comuni ha permesso indiscutibili successi nel contrasto alla criminalità, nello spirito di una collaborazione interforze;
  • da circa due anni diverse pubbliche amministrazioni, attraverso i propri uffici di polizia locale, stanno investendo risorse pubbliche in soluzioni tecnologiche di videosorveglianza a valore aggiunto, implementando sui propri territori alcune telecamere intelligenti in grado di rilevare le targhe dei mezzi in circolazione sulle strade ed avere la possibilità, attraverso piattaforme software dedicate ed un collegamento di rete configurato per connettersi direttamente al Ministero dell’Interno, di ottenere informazioni in tempo reale circa la presenza di veicoli circolanti sul territorio e segnalati come «veicoli con denuncia di furto»;

Rilevato che

  • Nelle ultime settimane, molte forze di polizia locale non riuscirebbero più ad avere l’accesso automatico alla banca dati sul web gestita dal Ministero dell’Interno che rileva i veicoli rubati, riscontrando problemi nel collegamento massivo alla stessa;
  • In seguito all’inserimento nel nuovo sito che gestisce il “Servizio per il Sistema Informativo Interforze” di validazione tramite test CAPTCHA, l’accesso alle informazioni sarebbe consentito esclusivamente attraverso singole interrogazioni senza che sia consentito l’utilizzo di strumenti robotizzati;

Ritenuto che il collegamento massivo alla banca dati disponibile sul web è assolutamente utile e funzionale per consentire alle Polizie locali di svolgere indagini e più in generale di operare contro l’illegalità, almeno fino a quando non verrà concesso alle stesse l’accesso alla banca dati del Viminale SDI, ad oggi accessibile alle sole forze di polizia dello Stato, come da richieste ultradecennali della Regione Emilia-Romagna con diversi atti anche recenti.

Osservato che per il Ministero dello sviluppo economico gli impianti di videosorveglianza urbana sono assimilabili ai sistemi di trasmissione dati in disponibilità dei privati cittadini e quindi per l’esercizio di queste tecnologie ogni Comune deve presentare una dichiarazione soggetta a Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), e pagare annualmente il contributo annuo dovuto allo Stato per non incorrere nelle sanzioni previste dal codice delle comunicazioni elettroniche.

Considerato che, al fine di sostenere una più serrata azione di contrasto dell’illegalità da parte di tutte le pubbliche amministrazioni, soprattutto quelle locali, sarebbe opportuno, oltre che giusto, esentare tali enti da oneri e/o canoni di concessione o autorizzazione destinati a soddisfare esigenze e/o servizi di ordine e/o sicurezza pubblica e/o urbana e/o a consentire comunicazioni elettroniche inerenti servizi di polizia statali o locali ivi comprese le radiocomunicazioni;

Ricordato che il 15 novembre 2016 in Commissione assembleare I, Bilancio, Affari generali ed istituzionali è stata approvata all’unanimità la Risoluzione oggetto 3449 che impegna la Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo per garantire l’accesso allo SDI ed al Database del Viminale da parte delle Polizie Locali dell’Emilia-Romagna.

Interroga la Giunta regionale per sapere

Quali sono le iniziative che ha attuato o comunque avviato per ottemperare all’impegno di cui alla risoluzione 3449.

Se ritiene comunque che occorra, con la massima urgenza, ripristinare la possibilità per le polizie locali di accedere in via automatica e massiva alla banca dati dei veicoli rubati e quali azioni intende avviare a tale scopo.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 10 gennaio 2018
  • Firmatari Delmonte, Rainieri
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