Anfiteatro di Imola.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Il sottoscritto
Consigliere del Gruppo Lega Nord

 

 

Premesso che:

 

  • La risoluzione oggetto n. 3569 (Risoluzione per impegnare la Giunta ad inserire nel catalogo del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna dell’Istituto regionale per i beni artistici, culturali e naturali, l’anfiteatro romano di Imola, almeno con il materiale fotografico a disposizione, ed a valutare, in collaborazione con l’Università di Bologna, la soprintendenza e tutte le istituzioni pubbliche interessate, la possibilità di procedere con degli studi non invasivi per verificarne lo stato di conservazione) è stata approvata a maggioranza dalla Commissione V “Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità” nella seduta dell’8 giugno 2017.

 

Considerato che:

 

  • La risoluzione approvata impegnava il Presidente e la Giunta regionale:

 

  • A valutare l’opportunità di inserire a catalogo anche i siti non visitabili, e particolarmente l’anfiteatro di Imola, con il materiale fotografico a disposizione ed eventualmente evidenziandone la non fruibilità;

 

  • A valutare in collaborazione con l’Università di Bologna, la soprintendenza e tutte le istituzioni pubbliche interessate, la possibilità di procedere con degli studi non invasivi per verificarne lo stato di conservazione.

Appreso che:

 

  • Dalla relazione illustrativa relativa all’atto di indirizzo oggetto n. 3569:

 

  • Si conferma che l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali ha provveduto, come da richiesta, a inserire nel Catalogo del Patrimonio Culturale dell’Emilia-Romagna una scheda dedicata al predetto monumento, corredata dalla documentazione iconografica disponibile e dell’avvertenza ai lettori circa la non fruibilità attuale dell’evidenza archeologica. La scheda è consultabile al seguente URL: http://bit.ly/2x9WJTJ;

 

  • In merito all’effettuazione di indagini non invasive, atte a verificare lo stato di conservazione dei ruderi sepolti sotto la moderna lottizzazione, è già stato fatto presente (cfr. Interrogazione a risposta scritta n. 3340/2016) che eventuali dati ricavabili da rilevamento con georadar nelle pochissime aree rimaste libere da costruzioni non potrebbero aggiungere ulteriori informazioni di un qualche interesse rispetto a quanto già conosciuto e pertanto non risulta che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, solo ente competente ad eseguire accertamenti di questo tipo, sia orientata ad eseguire tali approfondimenti. Né risulta altresì che l’Università di Bologna abbia ugualmente interesse a sviluppare ricerche che non possano portare a risultati inediti;

 

  • La Regione, per il tramite dell’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali, si farà carico di interpellare il Comune di Imola, e nella fattispecie i Musei di S. Domenico, per verificare se nell’ambito dei progetti volti a realizzare nuove sezioni per raccogliere e ricomporre le scoperte dell’antichità effettuate nei secoli scorsi, ed elaborare l’enorme mole di reperti e informazioni che negli ultimi decenni l’archeologia stratigrafica ha accumulato nei depositi, voglia sviluppare una specifica iniziativa di ricostruzione virtuale dell’insigne monumento romano, iniziativa che potrebbe utilmente godere dei contributi previsti annualmente dalla Legge regionale 18/2000.

 

 

Interroga la Giunta Regionale per sapere:

 

  • Cosa sia stato definito tra Regione e Comune di Imola in merito ad una specifica iniziativa di ricostruzione virtuale dell’insigne monumento romano;

 

  • Quanti dei contributi previsti annualmente dalla Legge regionale 18/2000 potrebbero confluire nel progetto indicato.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 3 gennaio 2018
  • Firmatari Marchetti
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