Case della salute.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

I sottoscritti

Consiglieri del Gruppo Lega Nord

Premesso che:

  • Le Case della salute dovrebbero essere il futuro della sanità territoriale con l’obiettivo di prendersi cura delle persone nei loro luoghi di vita;
  • La Casa della salute si intende come uno spazio strategico di confronto e collaborazione tra il sistema sanitario e i cittadini;
  • La Casa della salute andrebbe adeguatamente e diffusamente strutturata con obiettivi condivisi in base al territorio e con adeguata presenza di personale in base agli obiettivi proposti;

Considerato che:

  • Il presidente della commissione Politiche per la salute e politiche sociali ha incontrato, nell’audizione richiesta dal sottoscritto, le associazioni e le organizzazioni dei medici in merito all’assetto organizzativo delle Case della salute;
  • Ad intervenire all’audizione sono stati i rappresentanti di Fimp, Sumai-Assoprof, Snami, Cisl-Funzione pubblica di Bologna, Cimo, Cgil-Funzione pubblica di Imola, Fimmg, Simet, Anaoo-Assomed, Snamid e Cisl-Medici di Bologna e Imola;

Rilevato che:

  • I rappresentanti delle associazioni e delle organizzazioni dei medici nei loro diversi interventi hanno sottolineato diverse criticità:

 

  1. –          Il segretario regionale del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell’area sanitaria (Sumai-Assoprof), ha parlato, relativamente al modello Case della salute, di “aspettative disattese”, proponendo una “medicina proattiva di presa in carico, in collaborazione con tutti gli attori, senza spostare il paziente”, che “puntualizzi i percorsi e gli strumenti aggregativi”;
  2. –          La presidente regionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), ha parlato di “opportunità per il medico di medicina generale” ponendo l’accento sulla “valutazione di bisogno del cittadino” e sul “coordinamento dei professionisti nell’ambito del Percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (Pdta)”. Ha poi chiesto di “fare una netta distinzione tra Case della salute e Poliambulatori distrettuali”. Sempre da Snami, si è relazionato sulla “dicotomia tra relazione e organizzazione”, ribadendo “la necessità di collaborazione tra i professionisti”;
  3. –          Il segretario generale della Cisl-Funzione pubblica di Bologna, ha chiesto l’attivazione di “un intervento normativo a livello regionale, che tenga conto dei mutamenti in ambito sanitario, al fine di risolvere le problematiche organizzative”. In particolare “sui turni del personale medico e sui ruoli dei diversi soggetti coinvolti nella filiera”;
  4. –          Il sindacato dei medici Cimo, ha rimarcato il concetto che “la Casa della salute non deve essere un nuovo contenitore per vecchi contenuti”, sottolineando il fatto che “deve essere più semplice per il cittadino accedere ai servizi, attraverso uno scambio di informazioni con la rete ospedaliera”;
  5. –          Il segretario generale della Cgil-Funzione pubblica di Imola, ricordando che “la Casa della salute rappresenta un valore all’interno dell’architettura del sistema sanitario, una risposta ai bisogni socio-sanitari”, ha ribadito il concetto di “integrazione delle professioni e dei professionisti, con particolare attenzione alla specialistica”, mettendo l’accento “sull’importanza della formazione”.
  6. –          Il segretario della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Bologna, ha sostenuto che attualmente “non esiste un percorso di integrazione tra professionisti”, rilevando che “le cure primarie sono state trasformate in un percorso metodologico e protocollare”. “Si è deteriorato – ha concluso – il rapporto fiduciario tra medico di famiglia e cittadino”;
  7. –          Il Sindacato italiano medici del territorio (Simet), ha criticato “la mentalità ospedalocentrica” dominante, ricordando che “il problema non è l’acuzie ma la cronicità: un terzo della popolazione italiana è soggetta a patologie croniche e il 4% non è autosufficiente”. “Dobbiamo intervenire in questi ambiti- ha concluso- se non vogliamo consegnare la sanità al privato”;
  8. –          L’Associazione medici dirigenti Anaoo-Assomed, ha ribadito che “le Case della salute non devono essere uno strumento per snellire le liste d’attesa ma un mezzo di presa in carico del paziente nel suo intero percorso di cura”. Affermando quindi che “le strutture non devono essere divise per dimensione”:
  9. –          Il coordinatore a Ferrara della Società nazionale di aggiornamento per il medico di medicina generale (Snamid), ha sostenuto “la centralità, nel sistema, del medico di medicina generale” e “la condivisione della gestione del percorso di cura, lavorando in team con personale specializzato”. Infine, sullo stesso argomento, ha chiesto di “salvaguardare le professionalità”;
  10. –          Il segretario della Cisl-Medici di Bologna e Imola, ha posto l’accento sul problema della “mancanza, nei referti, dei riferimenti del medico”, ricordando che “il paziente vuole un rapporto diretto con il medico e non con la struttura”. “Non c’è più competitività- ha concluso- siamo tutte pedine intercambiabili”;

Ritenuto che:

  • Dall’esposizione in audizione dei rappresentanti dei Medici si intravedono molti aspetti negativi relativamente alle Case della salute;

Interrogano il Presidente e la Giunta Regionale per sapere:

  • Se, vista la non condivisione dei Medici di Medicina Generale, c’è stato un coinvolgimento delle categorie interessate.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 17 gennaio 2018
  • Firmatari Bargi, Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
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