Contrasto infiltrazioni mafiosi e operazione “Stige”.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

I sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Premesso che la recente operazione “Stige” condotta dalla Dda di Catanzaro ha portato all’arresto di 169 persone di cui otto in Emilia accusate di fare parte di una potente organizzazione criminale affiliata alla ‘ndrangheta, rivelando ancora una volta come sul tessuto economico e sociale di questa regione siano presenti radicate infiltrazioni mafiose, anche diverse da quelle emerse grazie all’operazione “Aemilia” del gennaio 2015 ed al conseguente processo in corso a Reggio Emilia.

Evidenziato che la stessa operazione “Stige” ha coinvolto figure di imprenditori almeno in un caso molto conosciuti a livello locale e comunque attivi sui territori delle province di Parma, Modena e Bologna in varie attività produttive ed economiche oltre che nel mondo dello sport; secondo le risultanze dell’attività investigativa essi avrebbero con variegate iniziative imprenditoriali e sociali sostenuto l’attività dell’organizzazione mafiosa avente la propria principale origine nella provincia di Crotone in Calabria ma con importanti interessi, oltre che in Emilia, anche in Lombardia, Veneto, Piemonte, Campania, Lazio e in alcuni lander della Germania.

Sottolineato inoltre che sia il processo Aemilia che l’attività investigativa ulteriore in corso relativa alle persone processate ed ai fatti ad esse contestati stanno comunque portando alla luce altri forti legami delle associazioni mafiose sul territorio regionale rispetto a quelli inizialmente rivelati.

Osservato che la Legge regionale 28 ottobre 2016, n. 18 “Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili”, prevede che la Regione Emilia-Romagna attui diverse azioni finalizzate a monitorare, prevenire e contrastare le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose, anche cercando il coinvolgimento delle altre amministrazioni pubbliche, delle associazioni di categoria economiche e professionali, dei sindacati e del volontariato.

Considerato che le suddette azioni regionali antimafia non risultano ancora pienamente attuate per cui, come dimostrano tra l’altro i sopra citati arresti di queste ultime settimane, non sono ancora presenti sul territorio regionale adeguati anticorpi contro le infiltrazioni mafiose.

Rilevato che ha invece trovato piena attuazione, almeno in una circostanza, l’iniziativa prevista dall’art. 12 della stessa L.R. 18/2016 di far costituire la Regione Emilia-Romagna in giudizio come parte civile in un processo per associazione di stampo mafioso, appunto quello sopra accennato denominato Aemilia in corso a Reggio Emilia.

Ricordato che il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini motivò tale specifica iniziativa nel processo Aemilia dichiarando: “I danni per il territorio non sono solo quelli morali o di immagine, ma incidono direttamente sull’economia, con gravi distorsioni per il mercato e con il rischio concreto di disincentivare gli investimenti nazionali ed esteri in Emilia-Romagna” per cui “la costituzione di parte civile, quindi, non è affatto solo un atto simbolico, è invece doverosa perché le istituzioni devono avere la lotta alle mafie e all’illegalità quale pilastro dell’azione di governo”.

Valutato che anche riguardo agli arresti eseguiti in Emilia nell’ambito dell’operazione “Stige”, sembrano configurarsi possibili danni al territorio non solo morali e di immagine, ma anche sul tessuto economico e sociale.

Interrogano la Giunta regionale per sapere

Se, valutando che continuano ad emergere sempre nuove infiltrazioni mafiose sul territorio regionale, intende accelerare la concretizzazione delle azioni previste dalla L.R. 18/2016.31

Se e per quali motivi ritiene o meno opportuna la costituzione di parte civile della Regione Emilia-Romagna nel processo che seguirà all’operazione “Stige”.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 31 gennaio 2018
  • Firmatari Bargi, Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
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