Contrasto siccità e nuovi invasi in Val D’Enza, Diga di Vetto e Stretta delle Gazze (PR – RE ).

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE a risposta IMMEDIATA

EX ART 114 REGOLAMENTO INTERNO 

I sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

 

Premesso che già da settimane il territorio regionale sta soffrendo di una grave crisi idrica conseguente a insoliti periodi di siccità durante i mesi invernali e primaverili e precoce rispetto alle pur frequenti crisi dello stesso genere che si sono verificate quasi annualmente nell’ultimo ventennio ma in periodi più avanzati della stagione estiva.

Valutato che sono molto preoccupanti, sia i dati sulla disponibilità di risorsa idrica occorrente per affrontare l’intera stagione estiva appena iniziata, sia quelli relativi ai danni che la siccità sta procurando alle attività produttive specialmente del settore agroalimentare.

Appreso che, oltre alla richiesta presentata al Governo dal Presidente della Regione Emilia-Romagna per il riconoscimento dello stato di calamità che se concesso consentirà l’adozione di misure straordinarie per affrontare la crisi, sul territorio regionale sono già in atto misure emergenziali per aumentare la disponibilità di acqua.

Ribadito che le crisi idriche più o meno gravi sono costanti negli ultimi venti anni e che spesso si associano ad altri fenomeni climatici dannosi per le produzioni agricole per cui si è di fronte ad una diminuzione cronica della risorsa acqua che va affrontata con soluzioni strutturali e non esclusivamente con misure emergenziali.

Rilevato che

  • da anni nei vari territori regionali, specie in quelli dell’Emilia occidentale, operatori del settore agroalimentare e loro associazioni insieme con tecnici e dirigenti degli enti preposti alla gestione delle acque, oltre a numerosi rappresentanti degli enti locali, sostengono che la migliore soluzione per risolvere la carenza idrica è quella di creare invasi di diverse dimensioni dove si possano accumulare acque durante i periodi di più intense precipitazioni per poterle utilizzare come riserve durante i periodi secchi;
  • raramente le iniziative per creare questi bacini di raccolta e riserva sono state concretizzate perché il più delle volte sono state fermate con l’intervento determinante della Regione Emilia-Romagna, per motivi economici e discutibili ragioni, di natura per lo più ideologica, per l’elevata incidenza ambientale.

Sottolineato comunque che la carenza idrica non adeguatamente affrontata può comportare danni ambientali e costi economici notevolmente superiori alla realizzazione di opere finalizzate a mitigarla.

Considerato che

  • la vasta area bagnata dal torrente Enza tra le province di Parma e Reggio Emilia è uno di quei territori regionali particolarmente esposti alle crisi idriche con pesanti ripercussioni economiche su tutta la Regione, essendovi tra l’altro concentrata buona parte della produzione di Parmigiano Reggiano;
  • proprio per la Val d’Enza da decenni si parla di realizzare, prendendo ad esempio l’efficacia della Diga di Ridracoli in Romagna, l’invaso di grandi dimensioni della Diga di Vetto, o in alternativa invasi medi o piccoli tra loro collegati ma non si è mai realizzato nulla.

Evidenziato che l’Assessore regionale alle politiche ambientali, Paola Gazzolo, partecipando la scorsa settimana a Reggio Emilia ad un incontro specifico sulla crisi idrica in corso, avrebbe aperto alla creazione di invasi sull’Enza a partire da quello da realizzare con lo sbarramento all’altezza della Stretta delle Gazze (tra Gottano e Temporia sul lato reggiano e Ruzzano sul lato parmense).

Interroga la Giunta regionale per sapere

 

Se concorda che la cronica diminuzione di risorsa idrica che si manifesta con sempre più frequenti e gravi crisi idriche debba essere affrontata in modo strutturale con la realizzazione di nuovi invasi per la raccolta e la riserva delle acque, a partire, per quanto riguarda la Val D’Enza, dalla ripresa della discussione per la realizzazione della diga di Vetto e, nel più breve tempo possibile, dalla realizzazione dello sbarramento alla Stretta delle Gazze superando i dubbi di troppo elevata incidenza ambientale in quanto, senza la creazione di tali bacini, si continuerebbero ad avere di anno in anno sempre più danni ambientali oltre che economici per le produzioni agroalimentari regionali.

Dettagli

  • Tipo Question Time
  • Data 19 giugno 2017
  • Firmatari Delmonte, Rainieri
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