Diffusione baby gang e microcriminalità.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE a risposta scritta

I sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Premesso che le baby gang sono un fenomeno di microcriminalità organizzata diffuso in contesti urbani per il quale minorenni o soggetti che hanno da poco raggiunto la maggiore età assumono condotte devianti ai danni di cose o persone.

Considerato che sono molteplici le informazioni recenti provenienti dalle cronache, da studi e da dati elaborati che indicano che questo fenomeno è in preoccupante crescita anche in Emilia-Romagna.

Rilevato in particolare che:

  • secondo il Tribunale dei minori di Bologna sono aumentati del 20 % tra il maggio 2016 e il maggio 2017 i reati commessi dai minori sul territorio regionale e molti di questi possono rientrare nel fenomeno delle baby gang;
  • il Centro storico di Parma è molto spesso teatro di atti di devianza, anche riconducibili a reati gravi quali rapine, aggressioni armate e spaccio di stupefacenti, commessi da baby gang; il caso era tra l’altro stato bene evidenziato circa un anno fa da un’approfondita inchiesta giornalistica del principale organo di informazione locale ma l’amministrazione comunale della città, dopo aver cercato di minimizzare il problema comunque assicurando maggiore attenzione riguardo ad esso, non ha attuato nessuna iniziativa significativa per affrontarlo più efficacemente e, secondo le cronache cittadine che riportano quasi quotidianamente fatti riferibili a baby gang oltre che ascoltando chi in centro storico vive e lavora, si deve ritenere che il fenomeno sia purtroppo ancora molto presente e addirittura in aumento;
  • anche a Bologna, sia nei quartieri del capoluogo, sia nei comuni dell’hinterland le cronache riportano sempre più frequentemente di reati commessi da baby gang e di arresti di membri di questi gruppi;
  • una delle sequenze di crimini che per l’Emilia-Romagna più hanno avuto riscontro mediatico nel 2017, gli stupri e le rapine violente commesse da parte di un gruppo di giovani extracomunitari nella notte del 26 agosto sulla spiaggia di Miramare a Rimini ai danni di turisti e prostitute, è senz’altro attribuibile a una baby gang.

Valutato che l’opera di contrasto a questo fenomeno per essere seriamente efficace deve avere un contributo fondamentale da parte dei Comuni interessati con il sostegno determinante da parte della Regione; sono i comuni, infatti, ad avere in massima parte le competenze e gli strumenti per poter attuare un’opera di prevenzione in particolare con i servizi sociali e le polizie locali, oltre a poter rinforzare, con queste ultime, l’attività di repressione, attribuita principalmente all’autorità giudiziaria ed alle forze dell’ordine statali che, come ben noto, sono però in cronica carenza di personale e di mezzi.

Interrogano la Giunta regionale per sapere

Se è in possesso di studi e dati che evidenziano e approfondiscono la diffusione del fenomeno baby gang in Emilia-Romagna e se può sinteticamente indicarli.

Se condivide che per un’efficace opera di contrasto al fenomeno è fondamentale l’apporto dei comuni sostenuti dalla Regione.

Se nelle sedute degli ultimi tre anni della Conferenza Regione Autonomie locali, del Comitato tecnico di polizia locale e di altri organismi con competenza sulla sicurezza urbana a cui partecipano l’amministrazione regionale e quelle comunali è stato affrontato il problema della preoccupante diffusione di questo fenomeno in alcuni contesti urbani e quali valutazioni sono state fatte.

Se ha in programma di attuare a breve iniziative specifiche per approfondire la problematica e contrastare più efficacemente il fenomeno e quali sarebbero.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 12 gennaio 2018
  • Firmatari Bargi, Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
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