Dubbi sull’accensione della valvola di sicurezza al giacimento di gas di San Potito (Ra).

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Il sottoscritto
Consigliere del Gruppo Lega Nord

 

Premesso che:

  • In località San Potito a Cotignola (Ra) è presente un impianto di stoccaggio di gas naturale;

 

  • La concessione di stoccaggio di gas naturale di San Potito e Cotignola è stata conferita a Edison stoccaggio dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), con Decreto Ministeriale in data 24 aprile 2009;

 

  • I lavori di realizzazione dell’impianto sono iniziati nel maggio 2010 e sono stati conclusi nel maggio 2013;

 

  • Lo sviluppo dell’impianto ha permesso di incrementarne la capacità rispettando le condizioni originarie del giacimento;

 

  • Il campo di San Potito e Cotignola ha una capacità di stoccaggio di circa 400 milioni di metri cubi di gas naturale ed è costituito da 11 pozzi attivi;

 

 

Considerato che:

  • Negli ultimi giorni una delle torce dell’impianto solitamente usate come “sfiatatoi” è stata accesa con delle intensità di fuoco non abituali;

 

  • Dell’accensione di questa torcia non era stata data indicazione in nessuno dei siti istituzionali del territorio;

 

  • Il progetto attinente il cluster A presso la centrale dell’impianto aveva avuto una battuta di arresto per diverse problematiche riscontrate prima della richiesta delle analisi 3D del sottosuolo;

 

  • Nella fattispecie stiamo parlando di un impianto RIR (a rischio incidente rilevante);

 

 

Valutato che:

  • Non si tratta di un impianto a pericolo zero come lo si vorrebbe far passare;

 

  • Stiamo parlando di un sito con stringenti norme di sicurezza che prevedono piani di emergenza in caso di incidente e i cittadini dovrebbero esserne informati invece molti non ricevono nessuna informazione;

 

 

Visto che:

  • La torcia sarebbe stata accesa perché perforando un nuovo pozzo si sarebbe trovata una sacca di metano;

 

  • L’accensione sarebbe stata effettuata per evitare scoppi;

 

  • L’area di pericolo in caso di scoppio è sottovalutata e sarebbe troppo ridotta rispetto al pericolo reale e la vicinanza ad abitato e fiume;

 

  • Il fiume era in piena quando è stata attivata la valvola di sfogo;

 

  • In passato tale impianto ha provocato danni ingenti alle abitazioni.

 

 

Interroga la Giunta per sapere:

  • Che tipo di nuovo pozzo è in costruzione nell’impianto in questione;

 

  • Perché è stata necessaria l’accensione della torcia di sicurezza e perché è stata accesa per tre giorni consecutivi;

 

  • Quali autorizzazioni hanno rilasciato la Regione, il Comune e l’Unione della Bassa Romagna;

 

  • Quali forme compensative hanno ottenuto i comuni;

 

  • Quali rischi ci sono in termini di subsidenza, terremoti da effetto fracking;

 

  • Cosa viene utilizzato per tenere in pressione il gas nel sottosuolo e se ci sono pericoli di contaminazione di terreni e falde;

 

  • Chi effettua i controlli relativamente alle procedure di lavorazione e di prevenzione incidenti e per la sicurezza dell’impianto.

 

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 20 novembre 2017
  • Firmatari Marchetti
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