Invasi Idrici – Emilia Occidentale.

Testo dell'atto

RISOLUZIONE

              dei sottoscritti Consiglieri del Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

                                 L’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna                       

Premesso che

  • A causa delle scarse precipitazioni nelle stagioni invernali e primaverili è in essere sul territorio regionale, in particolare nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza una gravissima crisi idrica che mette a rischio sia gli usi irrigui per le produzioni agricole sia l’approvvigionamento per gli usi idropotabili civili.
  • Il livello del Po all’idrometro di Boretto, ha toccato nel pomeriggio del 13 giugno u.s. i 2,65 metri sotto lo zero idrometrico, con tendenza a calare di 1-2 centimetri all’ora: siamo a circa un metro e venti in meno rispetto al giugno 2016.
  • Si tratterebbe della terza primavera più calda dal 1830 ad oggi e della seconda più asciutta.
  • Associazioni di agricoltori hanno formulato una prima stima dei danni causati dalle anomalie climatiche di inizio 2017, pari a circa un miliardo di euro a livello nazionale.
  • Il Presidente della Regione Emilia-Romagna ha chiesto al Governo nazionale il riconoscimento dello stato di calamità in modo da consentire per la restante parte dell’anno interventi straordinari sul territorio regionale finalizzati al reperimento della risorsa idrica.

Considerato che

  • Le crisi idriche negli ultimi venti anni ricorrono con sempre maggiore frequenza, addirittura quasi annuale, per cui andrebbero affrontate come criticità croniche e non quali fenomeni estemporanei di natura emergenziale.
  • La soluzione preferibilmente adottata in emergenza siccità è quella di pompare acqua dal Po fino a monte con costi altissimi e con il limite che porta a soffrire lo stesso più importante bacino idrico fluviale d’Italia.
  • Per affrontare meglio quella che è una vera e propria riduzione della risorsa acqua nella parte più occidentale del territorio regionale, evitando di ridurre i servizi idropotabili per i cittadini e di diminuire le produzioni agricole, occorrerebbe ripensare per la gran parte il sistema di approvvigionamento idrico creando bacini dove si accumulano le acque durante i periodi di più intense precipitazioni e che possono essere utilizzati come riserve da cui attingere durante i periodi più secchi.

Osservato che

  • Sono state già state elaborate diverse iniziative finalizzate a creare invasi per usi plurimi con quello preminente di costituire riserve d’acqua per i periodi secchi.
  • Per il torrente Enza è sempre attuale il progetto di creare un grande invaso con la costruzione della Diga di Vetto purtroppo però già più volte osteggiato dalle amministrazioni regionali che si sono susseguite da 20 anni ad oggi.
  • Vi sono studi per la realizzazione di invasi di medie e piccole dimensioni tra loro collegati nella parte alta dello stesso Enza.
  • Altri studi ipotizzano la creazione di un invaso sempre sull’Enza all’altezza della “Stretta delle Gazze”.
  • Per alimentare la rete idraulica del comparto “sinistra Taro” è stata progettata anche con il contributo della regione Emilia-Romagna la realizzazione di quattro invasi sul territorio del Comune di Medesano (PR) per un volume netto di quasi 2 milioni 900mila metri cubi ma di essi ne è stato finora realizzato una parte di uno solo mentre l’iter per la realizzazione del resto e degli altri è bloccato per problemi economici e burocratici.
  • Non è stato dato seguito all’iniziativa già approvata in sede di Consiglio di provinciale di Piacenza nel 2013 e sostenuta da diverse amministrazioni comunali del territorio, di costruire in Valnure vari invasi di piccole e medie dimensioni per raggiungere una capacità di 7/8 milioni di metri cubi.
  • Sempre sul piacentino c’è chi in questi ultimi giorni propone di pensare ad un nuovo grande invaso che si aggiunga a quello della Diga del Brugneto dal quale però i rilasci idrici per il piacentino sono possibili solo in situazioni di emergenza.

Impegna la Giunta regionale

 

  • A ripensare la rete di approvvigionamento idrico nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza anche attraverso la realizzazione di nuovi invasi in modo che vi siano soluzioni strutturali per affrontare la cronica emergenza idrica durante le stagioni secche.
  • Ad individuare il più presto possibile un nuovo progetto complessivo di rete idrica per la parte occidentale del territorio regionale riprendendo e rivalutando i vari progetti territoriali già ipotizzati ed in alcuni casi già progettati per aumentare la fase di accumulo delle acque a seguito delle precipitazioni abbondanti e il rilascio delle stesse nelle stagioni secche.

Dettagli

  • Tipo Risoluzione
  • Data 15 giugno 2017
  • Firmatari Delmonte, Rainieri, Rancan
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