Operazione “Strade Sicure”.

Testo dell'atto

RISOLUZIONE

 L’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna      

 

Premesso che l’operazione “Strade Sicure” iniziata il 4 agosto 2008 e consistente nel mettere a disposizione dei prefetti personale delle forze armate per affrontare in aree metropolitane o densamente popolate, specifiche esigenze di prevenzione della criminalità, quali la vigilanza dei siti ritenuti sensibili per gli attacchi terroristici, la tutela dell’ordine pubblico ed il contrasto alla microcriminalità, ha riscontrato eccellenti risultati riguardo la diminuzione dei reati nelle aree interessate ed è stata infatti dai suoi inizi continuamente prorogata e via via potenziata tanto da contare ad oggi l’impiego di 7000 militari su tutto il territorio nazionale rispetto ai 3000 del 2008.

Sottolineato che significativi riconoscimenti dell’efficacia di questa operazione sono stati dati da diversi Ministri dell’attuale Governo nazionale, tra i quali in particolare la Ministro della difesa Roberta Pinotti, esponente del PD come il Presidente della Giunta regionale e gran parte dei suoi membri oltre che dal Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sempre di centrosinistra, che dopo la diminuzione negli ultimi anni nella sua città del contingente di “Strade sicure”, ha chiesto nuovamente di aumentarlo per affrontare meglio il problema dell’emergenza sicurezza particolarmente grave nelle periferie cittadine.

Ricordato che in alcune città dell’Emilia-Romagna l’operazione “Strade sicure” quali Bologna, Modena, Parma e Rimini, i militari a rinforzo del presidio del territorio per l’operazione “Strade Sicure” sono già presenti, ma dopo un periodo prolungato in cui, oltre a svolgere attività di vigilanza antiterrorismo, hanno attuato pattugliamenti su intere aree con gravi problemi di criminalità e, pur avendo raggiunto brillanti risultati in termini di riduzione degli atti criminali, da gennaio 2015 si occupano esclusivamente di vigilare i siti e gli obiettivi più sensibili rispetto agli attacchi terroristici.

Considerato che l’allerta terrorismo islamico è ancora molto alta soprattutto in conseguenza delle ultime stragi di Nizza e Berlino che sono state provocate con modalità insolite tali da consigliare l’aumento della sorveglianza e quindi dei presidi e del personale militare da impiegare.

Osservato che la possibilità di aumentare i presidi militari è anche consigliata dall’irrisolta insufficienza degli organici delle varie forze dell’ordine e delle polizie locali, numericamente non in grado di affrontare la crescita dei fenomeni criminali, in quanto, come testimoniano i risultati raggiunti da “Strade sicure” e come affermato da analisti e esponenti politici anche del PD, l’azione di controllo del territorio e degli obiettivi sensibili da parte dei militari ha il vantaggio di scaricare in parte da tali incombenze le forze dell’ordine che possono maggiormente occuparsi dell’attività investigativa.

Appreso che sono diverse le amministrazioni locali anche in Emilia-Romagna che desidererebbero avere una presenza militare nei loro territori al fine di contrastare e prevenire la criminalità in essi presente.

Rilevato che il D.P.C.M. 12 settembre 2000, “Collaborazione tra Stato, Regioni e enti locali”, assegna alle Regioni il compito di collaborare in via permanente con lo stato e gli enti Locali al perseguimento di condizioni ottimali di sicurezza nelle città e nel territorio extraurbano.

Impegna la Giunta regionale

  • Ad attivarsi affinché il Governo potenzi in Emilia-Romagna l’operazione “Strade sicure” non limitandola ai soli presidi antiterrorismo ma attribuendogli nuovamente anche la funzione di contrasto agli altri tipi di criminalità e estendendola anche nei territori particolarmente colpiti da fenomeni criminali, qualora ne facciano richiesta le competenti amministrazioni comunali.

Dettagli

  • Tipo Risoluzione
  • Data 29 dicembre 2016
  • Firmatari Bargi, Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
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