Ospedale Castelfranco.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Il sottoscritto Consigliere Lega Nord Emilia e Romagna

 

                                                        Stefano Bargi

                                                       Premesso che:

La nascita dell’Ospedale “Regina Margherita” di Castelfranco Emilia (MO) si deve a due donazioni sottoposte a condizione che, già secondo il Decreto n. 355 datato 28.06.1996 del Presidente della Regione Emilia Romagna, Antonio La Forgia, verrebbero disattese.

Infatti, con il passaggio della proprietà della struttura ospedaliera in capo all’USL di Modena, non vi è più traccia dei vincoli imposti dai donanti: “alla costruzione di fabbricati esclusivamente ad uso di Ospedale-Ricovero e servizi connessi” e alla riserva di “due letti nell’ospedale a sua disposizione per sé, i suoi eredi legittimi e per ammalati poveri aventi domicilio nel Comune di Castelfranco Emilia (MO)”.

Il vincolo di destinazione apposto con tali atti, già di proprietà del Comune di Castelfranco Emilia, è esattamente la ragione per cui il bene è potuto transitare all’azienda USL. La chiusura dell’Ospedale e la sua riconversione in struttura destinata a prestazioni sociosanitarie aprirebbe pertanto delicate questioni di inadempimento non solo verso gli eredi del donante, ma anche e soprattutto verso l’intera collettività di Castelfranco Emilia.

 

                                                    Considerato che:

 

Il 14.10.2011, la Conferenza Territoriale Socio Sanitaria di Modena ha approvato il Piano Attuativo Locale vigente, prevedendo tra l’altro che l’ospedale “Regina Margherita” venga inquadrato quale “Ospedale di Prossimità”.

il 17.06.2014 l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena, emanava la Deliberazione n. 096 avente per oggetto “Area Operativa Centro – Ospedale di Castelfranco Emilia. Approvazione del Piano Direttore dell’Ospedale.”

Il 05.09.2014 l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena emanava la Deliberazione n. 164 avente per oggetto “Area Operativa Centro – Richiesta di modifiche all’accordo di programma integrativo per il settore degli investimenti sottoscritto in data 16 aprile 2009 tra il Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, e la Regione Emilia Romagna e al programma regionale “cure palliative e Hospice territoriali” finanziato con decreto del Ministero della Sanità del 28.03.2001 – Approvazione relazione tecnico-sanitaria”.

Con le richiamate Deliberazioni nn. 096 del 17.06.2014 e 164 del 05.09.2014 viene sancita la riconversione dell’Ospedale “Regina Margherita” di Castelfranco Emilia in “Casa della Salute” di tipo “grande”, con “Hospice” ed Ospedale di Comunità.

 

CONSIDERATO, ALTRESI’, CHE:

 

L’idea di riconvertire l’Ospedale “Regina Margherita” di Castelfranco Emilia in una non meglio precisata struttura ambivalente (casa della salute ed “Hospice”) nasce nel 2014 come misura estemporanea e risulterebbe non coerente alla programmazione sanitaria regionale e locale.

L’Azienda USL ribadisce con la delibera di approvazione del Piano Direttore dell’Ospedale n. 96 del 17 giugno 2014 che, “nel quadro programmatorio definito dal PAL e dal documento integrativo si specifica la vocazione dello stabilimento di Castelfranco Emilia ad ospedale di prossimità”.

Nel PAL, l’ospedale di Castelfranco Emilia, al pari degli altri ospedali di prossimità, viene indicato come un presidio idoneo allo svolgimento “delle attività a più frequente incidenza epidemiologica e di garanzia della continuità assistenziale, attraverso la gestione autonoma o in rete delle urgenze coerentemente con il livello organizzativo presente”.

La stessa delibera, tuttavia, approva una Relazione sanitaria che, in contrasto a quanto previsto nel PAL, prevede la trasformazione dell’Ospedale “Regina Margherita” di Castelfranco Emilia in casa della salute (20 posti letto) e “Hospice” (10 posti letto) in uno stesso stabile.

Con la successiva delibera n. 164 del 5 settembre 2014 l’Azienda USL di Modena espone il “disegno” di riorganizzazione che può essere così sintetizzato:

  1. A) rendere definitiva la localizzazione del SPDC (Servizio Presidio Diagnosi e Cura) presso il Nuovo Ospedale San Agostino Estense di Baggiovara (MO), dove era stata realizzata una nuova struttura con funzione di “Hospice”, ma dove è stato allocato temporaneamente il SPDC, appunto in attesa che si eseguano i lavori di ristrutturazione del Policlinico di Modena;
  2. B) rendere definitiva la rinuncia delle due Aziende (Ospedaliera e Sanitaria) alla ricostruzione della palazzina crollata al Policlinico;
  3. C) liberare così il finanziamento ex art. 20 della legge n. 67/1988 e dirigerlo a copertura dei lavori di realizzazione della nuova struttura di Castelfranco Emilia, con l’aggiunta di oltre un milione di euro a carico dell’Azienda USL.

Il risultato appare un triplice capovolgimento delle destinazioni (con evidenti riflessi sulla congruità della spesa), poiché avremo contemporaneamente:

1)        la mancata prestazione del servizio di “Hospice” a Baggiovara, là dove l’ “Hospice” invece era stato finanziato;

2)        la mancata fruizione della palazzina crollata al Policlinico, là dove non tornerà più il SPDC, per cui erano stati stanziati dal Ministero della Salute € 1.999,750,00 (a valere sull’Accordo di Programma Integrativo ex art. 20 legge n. 67/88);

3)        la mancata fruizione dell’ospedale di prossimità a Castelfranco Emilia, ma non solo: anche un’ ulteriore spesa di € 1.306.894,18 (a carico dell’Azienda USL di Modena) per la realizzazione di un servizio di “Hospice” in uno stabile per cui il PAL aveva previsto la vocazione ad ospedale di prossimità.

 

                      INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE:

 

  1. se le deliberazioni n. 96 e 164 siano da considerarsi legittime in relazione agli atti di donazione sottoposti a vincolo e a cui si deve la nascita dell’Ospedale “Regina Margherita” di Castelfranco Emilia;
  1. se le deliberazioni n. 96 e 164, relativamente alla riconversione del “Regina Margherita”, siano conformi alla programmazione sanitaria contenuta nel vigente Piano Attuativo Locale approvato il 14.10.2011 dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Provincia di Modena e che in nessun punto prevede la realizzazione di un “Hospice” a Castelfranco Emilia e tantomeno la sua realizzazione (in uno stesso stabile) unitamente ad una casa della salute;
  1. Se ritiene compatibili e in base a quali criteri la presenza della “casa della salute” e di un “Hospice” in uno stesso stabile, sia per quanto riguarda la struttura sia per ciò che concerne il personale;
  1. se l’istituzione dell’ “Hospice” sia tecnicamente e finanziariamente sostenibile, visto che gli atti dell’ASL non fanno alcun richiamo alle vigenti normative in materia di cure palliative e requisiti strutturali, al punto che non si comprende nemmeno se i livelli essenziali delle prestazioni (LEA) saranno garantiti.
  1. Se il reimpiego di personale medico e infermieristico, così come abbozzato dalla relazione illustrativa della Delibera 96 dell’AUSL, sia in grado di raggiungere il livello contrassegnato dalla necessità di una apposita equipe a tempo pieno.
  1. Come mai nelle delibere AUSL sopra esposte nessun riferimento viene fatto ai criteri previsti dalla rete di coordinamento regionale delle cure palliative (DGR 456/2000).
  1. se la richiesta di assegnazione di € 1.999,750,00, quale riutilizzo del finanziamento ministeriale già stanziato per la ristrutturazione del Servizio Presidio Diagnosi e Cura (punto H.13 dell’allegato all’Accordo di programma integrativo tra Ministero e Regioni del 16 aprile 2009, ex art. 20 legge 67/88), sia coerente con lo stesso accordo del 2009.
  1. Se il Ministero della Salute abbia concesso e quando l’autorizzazione alla nuova destinazione del finanziamento.
  1. Considerato che a carico di tutte le Pubbliche Amministrazioni sussiste un obbligo di salvaguardia dei cespiti del patrimonio indisponibile, se il predetto finanziamento statale possa essere utilizzato per la ricostruzione della palazzina crollata al Policlinico, presso la quale era prevista l’allocazione del SPDC, anziché per l’Ospedale di Castelfranco.
  1. Se ritenga che debba essere mantenuto un servizio ospedaliero di prossimità, così come previsto nel PAL, per il Comune di Castelfranco Emilia.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 27 gennaio 2015
  • Firmatari Bargi
  • Stato
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