Piano Nazionale Integrazione per i Titolari di Protezione Internazionale.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE a risposta scritta

I sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Premesso che è in stato avanzato l’iter per l’approvazione del primo Piano Nazionale Integrazione per i Titolari di Protezione Internazionale predisposto dal Tavolo di Coordinamento nazionale sull’Immigrazione.

Ricordato che il D.lgs. n.18 del 21.02.2014, stabilisce che tale documento programmatico sia predisposto ogni due anni per individuare gli interventi e le misure volte a favorire l’integrazione dei beneficiari di protezione internazionale ma all’interno di esso sono previste anche una serie di azioni base d’integrazione di cui sono destinatari anche coloro che sono qualificati come richiedenti la protezione e quindi immigrati irregolari o clandestini in attesa di conoscere se sarà accettata la loro domanda per avere uno degli status che gli garantisce i diritti relativi alla protezione internazionale.

Rilevato che ai fini dell’elaborazione dello stesso Piano, le Regioni sono state coinvolte solo in via consultiva attraverso l’esame della proposta del medesimo nella Commissione immigrazione della Conferenza unificata Stato, Regioni e Province Autonome riunitasi il 21 giugno u.s.; ad esito di tale riunione sono state formulate numerose osservazioni comunque non vincolanti.

Considerato che durante la discussione affrontata in Commissione, molte Amministrazioni regionali, nonostante siano state recepite numerose loro osservazioni sul documento programmatico, hanno comunque rilevato diverse criticità insuperabili, in particolare:

  • il PNITPI è un documento di notevole complessità che per la sua attuazione coinvolge direttamente e considerevolmente le Regioni sia nell’esercizio delle loro funzioni sia per l’impiego di loro proprie risorse finanziarie per cui sarebbe stato più opportuno consentire alle stesse di discuterne in modo più approfondito in più riunioni istituzionali;
  • per lo stesso motivo sarebbe stato più appropriato sottoporlo, dopo un primo esame istruttorio in Commissione Immigrazione nella Conferenza unificata Stato Regioni e Province Autonome, alla stessa Conferenza per un parere definitivo;
  • il documento prevede attività molto impegnative per le amministrazioni regionali e locali che le devono attuare senza che vi sia né un impianto normativo a corredo, né l’individuazione di un sostegno da parte dello Stato per le risorse finanziarie ed umane occorrenti che ragionevolmente si immagina sarebbero tutte a carico delle altre amministrazioni coinvolte e quindi prevedibilmente reperibili solo utilizzando quelle da destinare ai servizi per i cittadini italiani e stranieri regolari.
  • le misure individuate sono relative ad un arco di tempo limitato agli anni 2017 e 2018 per cui appaiono difficilmente attuabili nei tempi previsti anche in considerazione dei tanti soggetti coinvolti: Ministeri, Enti locali, Regioni e loro articolazioni etc….
  • sembrano eccessive le misure per l’integrazione estensibili a coloro che sono nella condizione di richiedenti una delle forme di protezione internazionale che nella maggior parte dei casi non sono destinati a rimanere nel territorio nazionale: le misure rivolte ai richiedenti sembrano andare oltre non solo quelle relative alla prima fase di soccorso e assistenza ma anche a quelle attività che dovrebbero essere finalizzate a migliorare solo la loro permanenza temporanea.
  • sono presentati degli enunciati di presunte necessità della singola persona, da realizzare attraverso dei piani individuali, che sono sicuramente estremamente dispendiosi e che non è detto abbiano successo. Nel Piano, il progetto personalizzato è considerato lo strumento cardine per iniziare l’integrazione, e dovrebbe essere impostato, seguito e monitorato per ogni singola persona accolta, da personale specializzato. La “seconda accoglienza” è pensata come il proseguimento del sostegno al percorso individuale d’integrazione avviato nella prima fase di assistenza, attraverso interventi sempre più specifici e personalizzati. Tutto questo avrebbe dei costi notevoli oltre che impatti organizzativi rilevanti, senza alcun metodo di valutazione dei risultati;
  • le azioni in ambito sanitario sono difficilmente quantificabili ma totalmente a carico dei servizi sanitari regionali;
  • i percorsi di formazione differenziati pongono problemi di gestione a carico del sistema di formazione pubblico.

Interrogano la Giunta regionale per sapere

Come valuta le sopra descritte criticità presenti nel PNITPI.

Se ritiene che nel suo complesso il documento programmatico sia di difficile attuazione in quanto è in esso evidente una forte connotazione politica finalizzata all’accoglienza a qualunque ed ogni costo dalla quale peraltro sta prendendo le distanze anche lo stesso governo nazionale dopo averla purtroppo perseguita per anni.

Se intende chiedere nella sua elaborazione un maggior coinvolgimento delle Regioni teso a superarne le criticità ed un importante sostegno economico per poterlo attuare senza dover reperire risorse diminuendo i servizi da erogare ai cittadini italiani e stranieri regolari.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 21 luglio 2017
  • Firmatari Bargi, Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
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