Prodotti alimentari molluschi.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

I sottoscritti Consiglieri del gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Premesso che:

Le Linee guida di programmazione e coordinamento dei campioni microbiologici e chimici

nell’ambito del controllo ufficiale dei prodotti alimentari – Piano regionale di campionamento

alimenti 2014-2015 ha per obiettivo di “effettuare un monitoraggio di alcuni tra i più significativi

parametri di sicurezza degli alimenti prodotti e/o commercializzati in ambito regionale”, in

sostanza la verifica del rispetto dei principi di sicurezza alimentare, secondo quanto stabilito dal

Reg. CE 2073/2005 modificato dal reg. CE 1441/2007.

Il Piano suddetto ha valenza sostanzialmente conoscitiva con finalità di monitoraggio, suggerendo

che i campionamenti vengano effettuati con modalità non legale, fatta salva la necessità di

suddividere l’eventuale unica aliquota nelle dovute unità campionarie, indispensabili al fine di

ottenere un risultato significativo.

Evidentemente, in caso di positività del campione non formale, dovrà essere successivamente

eseguito un campione legale, prelevato per quanto possibile dal medesimo lotto di prodotto.

Tenuto conto che:

le considerazioni preliminari del Reg. 2073/2005 precisano:

a. nell’emanazione del Reg. 2073/2005: “Il comitato scientifico per le misure veterinarie in

relazione con la salute pubblica (CSMVSP) ha raccomandato l’utilizzo di Escherichia coli

piuttosto che dei coliformi fecali, quando si utilizzano indicatori batterici per rilevare la

contaminazione fecale nelle zone di raccolta dei frutti di mare”.

b. Punto 14: “Il CSMVSP ha emesso il 21 e 22 gennaio 2003 un parere sulla presenza di

Escherichia coli produttori di verocitossine (VTEC) negli alimenti, nel quale reputa poco

probabile che l’applicazione a VTEC 0157 di una norma microbiologica per prodotti finali

produca una riduzione significativa dei rischi connessi per i consumatori. Tuttavia, la

definizione di linee guida microbiologiche intese a ridurre la contaminazione fecale lungo la

catena alimentare può contribuire a ridurre i rischi per la salute pubblica, compresi quelli

associati ai VTEC. Il CSMVSP ha individuato le seguenti categorie alimentari per le quali i

VTEC rappresentano un pericolo per la salute pubblica: la carne di manzo cruda o poco

cotta ed eventualmente la carne di altri ruminanti, la carne macinata, la carne di manzo

fermentata e i prodotti derivati, il latte crudo e i prodotti a base di latte crudo, i prodotti

freschi, in particolare i semi germogliati e i succhi di frutta e di ortaggi non pastorizzati.

c. Punto 22: il prelievo di campioni sul luogo di produzione e lavorazione dell’industria

alimentare è uno strumento utile per individuare e prevenire la presenza di microrganismi

patogeni nei prodotti alimentari.

d. Il Reg. CE 2073/2005 e successive modifiche ha individuato parametri di sicurezza per E.

coli in molluschi bivalvi vivi, stabilendo che il limite di sicurezza sia 230 E. Coli/100 g. di

polpa in molluschi bivalvi destinati al consumo umano.

e. Non esiste comunque una correlazione fra numero di E. coli nel mollusco e numero e/o

presenza di patogeni nel mollusco stesso, non essendo inoltre provata la pericolosità di E.

coli generici per la salute del consumatore.

Considerato che:

Riguardo il punto 14 del Reg. CE 2073/2005, non a caso non vengono citati i molluschi fra le

categorie di alimenti che possono rappresentare un pericolo per la salute pubblica, non essendo i

molluschi fra gli alimenti primariamente interessati dalla presenza di tali patogeni.

Ciascuna Azienda USL programma sul proprio ambito territoriale un numero di campioni da

effettuare negli stabilimenti produttivi.

In particolare nei Centri di Depurazione/Spedizione Molluschi viene indicativamente eseguito ogni

mese un campione di molluschi bivalvi vivi per ciascun centro.

Le Aziende USL di Rimini e di Cesena, sulla linea di quanto indicato dall’Assessorato regionale alla

Sanità per i campioni programmati dal Piano Regionale Alimenti, effettuerebbero ogni mese un

campione conoscitivo sui molluschi bivalvi vivi in ciascuno stabilimento del proprio territorio e

soltanto a seguito di esito sfavorevole effettuerebbero un campione legale sul prodotto

possibilmente dello stesso lotto.

La scelta di effettuare un campione conoscitivo appare adeguata alla luce di individuare la

presenza di criticità negli stabilimenti dove si svolge la depurazione e la spedizione di molluschi

bivalvi vivi, garantisce la salute del consumatore, tiene conto del fatto che la presenza di E. coli

nell’alimento in numero superiore a 230/100 g. non rappresenta di per sé un pericolo per la salute

del consumatore, tiene altresì conto dell’imprevedibilità della materia in quanto essendo

impossibile per lo stabilimento esaminare ogni lotto commercializzato.

L’Azienda USL di Ferrara avrebbe ritenuto di effettuare mensilmente il solo campione legale di

molluschi bivalvi vivi ed a seguito di non conformità di segnalare immediatamente il fatto alla

competente Procura della Repubblica ai sensi dell’art. 5 lett. C, anche se il limite di sicurezza viene

superato di poche unità, benché tale limite non sia un numero certo ma probabile con una

variabilità di incertezza di 500 E. coli/100 g. di polpa. Ne consegue che il Magistrato giudicante si

troverà a valutare parametri per i quali non esiste prova certa della loro pericolosità.

Avrebbe maggiore fondamento giuridico e più aderenza al principio di sicurezza se, a seguito di un

risultato non conforme per superamento dei parametri microbiologici stabiliti dal Reg. 2073/2005,

l’intervallo di incertezza fosse utilizzato per decidere se inoltrare o meno la segnalazione alla

Magistratura, in modo da evitare segnalazioni che comportano solo inutile sovraccarico dei

Tribunali, come del resto accade per altri parametri, ad es. per i metalli pesanti.

Se in ambito regionale tali scelte non fossero uniformi, verrebbe a crearsi una disparità fra gli

operatori commerciali dello stesso settore e dello stesso territorio, con grave danno per gli

operatori della provincia di Ferrara.

Interrogano la Giunta per sapere

Se corrisponda al vero che le Aziende USL di Rimini e di Cesena effettuino, in prima battuta,

campioni ufficiali conoscitivi presso i Centri di Depurazione/Spedizione Molluschi;

se l’Assessorato regionale alla Sanità ritenga adeguata la scelta di effettuare campioni legali

anche in prima battuta come programmato dall’Azienda USl di Ferrara.

Se l’Assessorato regionale alla Sanità, nel caso di non uniformità, non voglia prendere in

considerazione la possibilità di coordinare e uniformare i comportamenti delle aziende USL

sul territorio regionale;

se l’Assessorato regionale alla Sanità non ritenga opportuno considerare l’intervallo di

incertezza con il criterio “in dubio pro reo”, come del resto accade nel settore alimenti per

altri parametri;

nel caso non ritenga adeguate le scelte dell’Azienda USL di Ferrara, se intenda valutare

diversi criteri di programmazione e di controllo degli alimenti.

Consiglieri regionali Lega Nord Emilia e Romagna

I Consiglieri

Fabio Rainieri

Alan Fabbri

Gabriele Delmonte

Stefano Bargi

Marchetti Daniele

Matteo Rancan

Marco Pettazzoni

Andrea Liverani

Massimiliano Pompignoli

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 2 febbraio 2015
  • Firmatari Bargi, Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
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