Raccolta e trasporto fauna selvatica provincia di Parma (PR).

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE a risposta scritta

Il sottoscritto Consigliere regionale del gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Premesso che

  • la Legge 11 febbraio 1992 n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” prevede l’adozione da parte delle Regioni di norme, in ordine al soccorso, alla detenzione temporanea e alla successiva liberazione di fauna selvatica in difficoltà;
  • l’articolo 26, comma 6 ter della Legge regionale 8/1994, “Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria”, recita: “Al fine di tutelare ed assistere la fauna selvatica ferita o in difficoltà, la Regione può stipulare apposite convenzioni con i centri per il recupero degli animali selvatici autorizzati ai sensi della disciplina regionale vigente e con le organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge regionale 21 febbraio 2005, n. 12 (Norme per la valorizzazione delle organizzazioni di volontariato. Abrogazione della L.R. 2 settembre 1996, n. 37 (Nuove norme regionali di attuazione della legge 11 agosto 1991, n. 266 – Legge quadro sul volontariato. Abrogazione della L.R. 31 maggio 1993, n. 26)) con finalità statutarie compatibili, per attività di raccolta, trasporto e primo soccorso dei capi alle strutture deputate alla successiva cura, riabilitazione e liberazione”;
  • la Giunta regionale con propria delibera n. 2966 del 2001 “Direttive relative al recupero della fauna selvatica ai sensi degli artt. 26 comma 6 bis e 62 comma 1 lett. G) della L.R. 8/94 e successive modifiche” ha disciplinato il soccorso, la detenzione temporanea e la successiva liberazione di fauna selvatica in difficoltà, nonché il funzionamento degli appositi centri per il recupero degli animali selvatici (CRAS) oltre alle modalità di consegna e segnalazione di capi di specie selvatiche rinvenuti morti, feriti o debilitati, nonché carcasse di ungulati;
  • prima dell’entrata in vigore della Legge regionale 13/2015 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su città metropolitana di Bologna, province, comuni e loro unioni” le singole Province avevano stabilito le procedure ed i criteri per l’istituzione dei CRAS nel proprio territorio e ne avevano istituito l’anagrafe;
  • La Giunta regionale con propria Delibera n. 1848 del 17/11/2017 avente ad oggetto “L.R. 8/1994 e successive modifiche. Art. 26, commi 6 ter, 6 quater e 6 quinquies. Approvazione dei criteri per la stipulazione di convenzioni per la raccolta, il trasporto e il primo soccorso della fauna selvatica ferita o in difficoltà” ha approvato uno specifico avviso pubblico di manifestazione d’interesse finalizzato alla stipula di convenzioni nei vari territori provinciali dell’Emilia-Romagna per le attività di raccolta, trasporto e primo soccorso dei capi di fauna selvatica feriti o in difficoltà nel corso dell’anno 2018.
  • Che per le province di Parma e Ferrara non è pervenuta alcuna manifestazione di interesse da parte di organizzazioni di volontariato relativamente all’attività di raccolta e trasporto degli animali feriti o in difficoltà entro il termine perentorio fissato per la loro presentazione del 30 novembre 2017 per cui la Giunta regionale, con successiva Delibera n. 2150 del 20/12/2017, ha prorogato al 12 gennaio 2018 il termine per la presentazione di ulteriori manifestazioni di interesse sul territorio della provincia di Ferrara e della provincia di Parma che contemplino le sole attività di raccolta e trasporto dei capi di fauna selvatica feriti o in difficoltà presso le strutture deputate alla cura, riabilitazione e liberazione.

Atteso che il servizio di raccolta e trasporto per i capi feriti o in difficoltà su Parma e Ferrara rimarrà ancora assente perlomeno per tutto il corrente mese di gennaio in quanto, sempre che l’ultimo specifico avviso pubblico per manifestazioni di interesse scaduto il 12/01/2018 abbia esito positivo, occorreranno ancora diverse settimane per la stipula della convenzione.

Considerato che vi sono dubbi sull’efficienza di tale servizio nell’ipotesi sia affidato ad associazioni o enti esterni ai territori delle province di Parma e Ferrara, in particolare perché si porrebbe il problema di dove i soggetti affidatari per la sola raccolta e trasporto, porteranno gli animali raccolti per le prime cure, se presso le strutture dei CRAS già regolarmente convenzionati per il territorio di Parma per il primo soccorso come il Dipartimento di scienze medico veterinarie dell’Università degli Studi di Parma, o presso CRAS esistenti in altre province.22

Ricordato che già per il 2017 l’attività di raccolta e trasporto sulla provincia di Parma è stata molto problematica perché assente per 8 mesi, dato che non vi furono nemmeno allora manifestazioni di interesse da parte di organizzazioni di volontariato per cui si ricorse all’affidamento diretto del servizio ad un medico veterinario che lo ha svolto dall’1 settembre al 31 dicembre 2017.

Osservato che, per quanto riguarda la provincia di Parma, sia l’organizzazione di volontariato “Rescue Dogs Parma” attiva per quel servizio fino al 2016, sia il professionista incaricato per i quattro ultimi mesi del 2017 hanno dichiarato di non essere disposti a proseguire l’attività: l’organizzazione a causa della scarsità dei fondi messi a disposizione dalla Regione per lo specifico servizio di raccolta e trasporto su Parma e il professionista perché l’avviso pubblico prediligerebbe l’affidamento ad organizzazioni di volontariato.

Appreso che l’Assessore regionale ad Agricoltura, Caccia e Pesca, Simona Caselli, ha precisato in un suo intervento pubblicato sul più importante organo di informazione del territorio di Parma che “la scelta di affidare in prima battuta alle associazioni di volontariato lo svolgimento delle attività di recupero e cura attraverso convenzione deriva infatti da un preciso indirizzo approvato dall’Assemblea legislativa regionale a cui non ci possiamo sottrarre”.

Rilevato che

  • nelle citate deliberazioni di Giunta regionale 1848/2017 e 2150/2017 che hanno approvato gli avvisi pubblici non si fa mai riferimento ad alcun indirizzo dell’Assemblea legislativa perché siano preferite le organizzazioni di volontariato nel far svolgere l’attività di raccolta e recupero;
  • tale indirizzo politico dell’Assemblea non sembra desumibile dalle leggi regionali 13/2016, 25/2016 e 25/2017 che hanno recentemente modificato e integrato la normativa in materia di cura della fauna selvatica perché indicano sempre solo come facoltà la possibilità di convenzionare le organizzazioni di volontariato e comunque, se pure da tali norme lo si volesse desumere pur con enormi sforzi di fantasia, non potrebbe assolutamente dirsi preciso come asserito dall’Assessore;
  • sarebbe inoltre illogico desumerlo dall’ordine del giorno 5854 approvato dall’Assemblea legislativa il 21/12/2017, sia per ragioni cronologiche in quanto tale documento è posteriore ai due avvisi pubblici rispettivamente deliberati il 17/11/2017 e il 20/12/2017 che dunque non potevano recepirlo, sia per ragioni di contenuto perché esso impegna l’amministrazione regionale a riformare la normativa e la disciplina delle convenzioni con CRAS e associazioni di volontariato ma non prevede mai un favore verso rapporti convenzionali con le seconde.

Impegna la Giunta regionale per sapere

Per quali motivi, pur avendo la nefasta esperienza dell’anno 2017 di nessuna organizzazione di volontariato del territorio provinciale di Parma interessata, non ha previsto con il primo avviso pubblico o comunque per tempo, una soluzione alternativa che avrebbe consentito di non lasciare scoperto il servizio per la raccolta e il trasporto di fauna selvatica ferita o in difficoltà.

Per quali motivi non ha voluto piuttosto trovare soluzioni condivise con quei soggetti che dopo aver svolto tale attività sul territorio provinciale di Parma nell’anno 2016 e negli ultimi quattro mesi del 2017, affinché fossero ancora interessati a proseguirla.

Quali sono, al di là dell’opinabile esistenza di indirizzi politici da parte dell’Assemblea legislativa regionale perlomeno molto generici, i reali motivi per cui predilige che tale servizio sia reso da organizzazioni di volontariato a costo di non assicurarlo per lunghi periodi.

Se non ritiene che, nel caso di manifestazioni di interesse sul territorio provinciale di Parma per il servizio di raccolta e trasporto di associazioni provenienti da fuori quel territorio, si possano creare problemi e disguidi nella gestione degli animali raccolti e come intende risolverli.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 22 gennaio 2018
  • Firmatari Rainieri
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