Richiesta deroga Punti Nacita in Appennino.

Testo dell'atto

RISOLUZIONE

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

  • Nel programma di mandato della Giunta Regionale presentato a gennaio 2015, nel capitolo riguardante le Politiche per la Salute, e nello specifico all’interno del paragrafo dedicato agli ospedali, si legge: “Ridefinizione della rete ospedaliera regionale e revisione regionale dei punti nascita.
  • Dal 2015, è iniziata una lunga battaglia da parte dei cittadini e delle amministrazioni locali degli Appennini Parmense, Reggiano e Modenese, a causa della paventata chiusura dei rispettivi punti nascite negli ospedali di Borgo Val di Taro, Castelnovo ne’ Monti e Pavullo nel Frignano;
  • Le motivazioni di tale chiusura, sulla quale un ruolo determinante spetta alla Regione, sono quelle derivanti dal mancato rispetto degli standard operativi (individuati nella Conferenza Stato Regioni del 2010), con particolare riferimento al basso numero di nascite ed alla mancata presenza di professionisti specializzati in ginecologia e pediatria H24;
  • Con DGR n. 42/2014 è stata istituita una Commissione regionale “Percorso Nascita”, poi modificata con DGR n. 1957/2015.
  • Nella seduta del 17 gennaio, la Commissione di cui sopra, si è espressa consigliando la chiusura dei sopra indicati punti nascita, con le motivazioni della mancanza di parti necessari a garantire l’operatività ottimale e della mancata presenza del pediatra H24.
  • Con DGR n. 361/2017 del 27 marzo 2017 la suddetta commissione è stata rinnovata in quanto, secondo l’Assessore regionale alle politiche per la salute, non ha ancora terminato le proprie valutazioni, come d’altronde nemmeno la politica, riguardo la necessità di chiudere i punti nascita nell’appennino emiliano.

Considerato che

  • La Commissione regionale “Percorso Nascita” esprime valutazioni in ambito esclusivamente sanitario sia dal punto di vista tecnico scientifico riguardo l’appropriatezza delle strutture, sia da quello della spesa per il Servizio sanitario pubblico, mentre la valutazione sull’opportunità di tenere aperti o chiudere i punti nascita in montagna dovrebbe necessariamente essere politicamente più ampia tenendo in debita considerazione caratteristiche orografiche e di ampiezza del servizio per quel determinato territorio oltre che socio economiche ed ideali riguardo ad aree da decenni oggetto di spopolamento.

Rilevato che

  • La Regione Lombardia, proprio in conseguenza di aver condiviso valutazioni politiche più ampie di quelle esclusivamente sanitarie, ha formalizzato al Ministro della Salute, la richiesta di deroga alla chiusura di sette punti nascita con un numero di parti al di sotto degli standard operativi.

Osservato che

  • D’accordo con quanto comunicato dall’Assessore regionale alle politiche per la Salute, la necessità prioritaria è certamente quella di garantire la migliore sicurezza possibile nel parto sia per le partorienti che per i nascituri ma che, se questa attualmente non può considerarsi ottimale nei punti nascita appenninici, la si può far divenire tale destinando a tale scopo opportune risorse economiche.

Impegna la Giunta regionale

  • A far proprie, nel considerare l’opportunità del mantenimento operativo dei Punti nascita di Castelnovo ne’ Monti, Borgo Val di Taro e Pavullo nel Frignano, le valutazioni politiche più ampie di quelle esclusivamente sanitarie, e formalizzare al Ministro della Salute, la richiesta di deroga alla chiusura degli stessi reparti.

 

Dettagli

  • Tipo Risoluzione
  • Data 5 aprile 2017
  • Firmatari Bargi, Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
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