Riduzione uso prodotti fitosanitari tossici o nocivi.

Testo dell'atto

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

I sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Premesso che

  • All’interno della pubblicazione di Legambiente del dossier “Stop pesticidi” nel gennaio 2017 sulla base dell’ultima relazione dell’Autorità Europea per la sicurezza alimentare EFSA, è stato rilevato che i prodotti italiani sono 22 volte più sicuri di quelli extracomunitari per quanto riguarda il contenuto di residui chimici.
  • L’invasione di prodotti alimentari provenienti dall’estero aumenta il rischio per i consumatori in quanto lo 0,3% dei prodotti Made in Italy contiene residui chimici oltre il limite mentre la percentuale sale al 1,6% nei prodotti di origine comunitaria e addirittura al 6,5% nei campioni analizzati di prodotti provenienti da paesi extra UE.
  • La “classifica dei cibi più pericolosi” elaborata dalla Coldiretti sulla base del Rapporto del Ministero della Salute sul sistema di allerta europeo sui pesticidi, vede in testa per pericolosità le spezie provenienti dall’India, il peperoncino, fichi secchi e peperoni provenienti dalla Turchia, la quasi totalità della frutta e verdura egiziana, le olive, fragole, broccoli e funghi provenienti dalla Cina, il pollame proveniente dalla Polonia e il pesce spagnolo e vietnamita.

Osservato che l’Italia è al terzo posto nella vendita di pesticidi (16,2%) dopo Spagna (19,9%) e Francia (19%) e al secondo per l’impiego di fungicidi.

Considerato che

  • I risultati analitici su campioni di origine italiana e estera, mostrano la presenza di multiresiduo – compresenza di più pesticidi nel medesimo campione alimentare – e irregolarità negli stessi campioni.
  • Esempi eclatanti sono il caso delle foglie di tè verde proveniente dalla Cina con 21 residui in un unico campione di foglie di cui 6 superano il limite (Buprofezin, Imidacloprid, Iprodione, Piridaben, Triazofos, Acetamiprid) e un campione di semi di cumino proveninente dalla Siria con 14 residui, di cui 9 superano il limite (Carbendazim, Esaconazolo, Imidacloprid, Miclobutanil, Profenofos, Propiconazolo, Tiametoxam, Triazofos, Acetamiprid). Un altro campione di semi di cumino proveniente dall’India risulta irregolare per il superamento del limite di legge consentito per il Metalaxil.

Preso atto che in Emilia Romagna:

  • Il multiresiduo raggiunge il 46,1% di presenza nelle insalate; le lattughe e i pomodori sono gli alimenti che evidenziano la maggior concentrazione con 11 residui diversi.
  • Per quanto riguarda la frutta, il multiresiduo interessa l’81,6% delle fragole analizzate, mentre le ciliegie e l’uva sultanina sono gli alimenti che presentano il maggior numero di residui nello stesso campione, rispettivamente 13e 14.
  • In totale sono 15 le irregolarità rilevate dai laboratori regionali. Tutti i campioni hanno provenienza italiana, di cui 8 sono pere locali e irregolari per il superamento di Cloroprofam e altri 7 campioni del comparto verdura.
  • Oltre il 70% delle acque superficiali sono inquinate da fitofarmaci e ciò può avere effetti gravi sulla salute umana, sulla biodiversità dell’ecosistema acquatico e sulle specie sensibili.

Rilevato che

  • Non vi è ancora una regolamentazione specifica rispetto al problema del simultaneo impiego di più principi attivi sul medesimo prodotto, quindi si possono definire regolari e commercializzabili prodotti contaminati da più principi chimici in contemporanea se con concentrazioni entro i limiti di legge, senza tenere conto dei possibili aspetti sinergici tra le sostanze chimiche presenti nello stesso campione sulla salute della persona e sull’ambiente.
  • La stessa EFSA sta lavorando all’implementazione di un metodo per valutare scientificamente i possibili rischi da esposizione a più sostanze chimiche, attraverso specifici tavoli di lavoro “Progetto MixTox”.

 

Interrogano la Giunta regionale per sapere011

  • Se intenda regolare in modo maggiormente restrittivo l’uso di prodotti fitosanitari tossici o nocivi nelle aree agricole adiacenti alle aree extra-agricole frequentate dalla popolazione.
  • Se intenda monitorare costantemente, come previsto dal Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile del prodotti fitosanitari di cui al Decreto Interministeriale 22 gennaio 2014, l’utilizzo dei pesticidi incluso il glifosato e evitare di incentivarne l’uso anche attraverso misure previste nel PSR, favorendo le aziende agricole che usano metodi di coltivazione biologici o analoghi, agevolando forme di contatto diretto tra consumatori e produttori (mercati del contadino, spacci dedicati, gruppi d’acquisto, progetti di filiera corta, mense pubbliche e private bio) offrendo anche agli agricoltori assistenza tecnica e formazione sui metodi di agricoltura biologica e conservativa.
  • Se intenda valutare l’impatto sanitario associato all’uso dei prodotti fitosanitari nella nostra Regione e renderlo pubblico.

Dettagli

  • Tipo Interrogazione
  • Data 1 marzo 2017
  • Firmatari Delmonte, Fabbri, Liverani, Marchetti, Pettazzoni, Pompignoli, Rainieri, Rancan
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