Risoluzione su Deroga Punti Nascite Appenninici.

Testo dell'atto

RISOLUZIONE

              del sottoscritto Consigliere del Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

                                L’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna                       

Premesso che:

  • Il 24 Luglio 2017 la Regione ha inviato al Ministero della Salute un documento in cui si richiedeva la deroga alla chiusura dei punti nascite che non rispettavano gli standard operativi e il numero minimo di parti annuali (stabiliti nella Conferenza Stato-Regioni del 2010).
  • Nella risposta, arrivata in data 4 Ottobre 2017, il Ministero ha accolto la richiesta di deroga per i punti di Scandiano (Reggio Emilia), Mirandola (Modena) e Cento (Ferrara), respingendo invece quella per Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia), Borgo Val di Taro (Parma) e Pavullo nel Frignano (Modena).
  • L’assessore Venturi ha commentato il parere del Ministero affermando: ”Il pronunciamento del ministero è chiaro e adesso occorre attenersi a questa decisione”.

Rilevato che

  • Il “Protocollo Metodologico per la valutazione delle richieste di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orogeografiche difficili (art. 1 D.M. 11/11/2015)” stabilisce chiaramente che “Al termine dell’istruttoria, come previsto dall’Art.1 comma 3 del DM 11/11/2015, il CPNn (Comitato Percorso Nascite nazionale) esprimerà il proprio parere consultivo, entro novanta (90) giorni dalla richiesta avanzata dalle Regioni e Province autonome, fatta salva l’interruzione dei termini per richiesta alla Regione o PA di integrazione di elementi informativi”.
  • Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha più volte ribadito che spetta alle Regioni la decisione finale sulla chiusura dei Punti Nascite e non al Ministero, il quale riporta solamente il parere consultivo del CPNn.

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE:

  • A prendere atto del fatto che l’eventuale chiusura del Punto Nascite di Castelnovo ne’ Monti rappresenterebbe un danno per tutto l’Appennino Reggiano, eliminando il servizio di parto in un ospedale con bacino di utenza di 33.000 abitanti.
  • A mantenere aperto e operativo il reparto in questione, prevendendo poi un piano di investimenti specifici per l’adeguamento agli standard operativi richiesti dalla Conferenza Stato Regioni del 2010.

Dettagli

  • Tipo Risoluzione
  • Data 5 ottobre 2017
  • Firmatari Delmonte
  • Stato Respinto
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