Stop a nuovi profughi in Provincia di Modena.

Testo dell'atto

R I S O L U Z I O N E

(Ai sensi dell’art. 107 del Regolamento)

del Consigliere Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna – Stefano Bargi

 

Premesso che:

Stando ai dati Istat, all’inizio del 2017 l’Emilia Romagna era considerata la regione più accogliente (in proporzione al numero di abitanti) per gli stranieri in Italia (531.028 stranieri residenti), con una media provinciale del 15% sul totale della popolazione residente nelle varie città.

Modena, in particolare, su 185.000 abitanti contava 28.640 stranieri e vantava quindi in regione il maggior numero di migranti residenti.

Nel 2016, poi, il territorio modenese ospitava oltre 1000 presunti profughi, sulla base di bandi assegnati dalla Prefettura a cooperative sociali incaricate di gestire i percorsi di accoglienza, tuttavia almeno 300 posti continuavano a rimanere scoperti.

Già a luglio 2016, durante la Conferenza territoriale e sanitaria della Provincia, il Sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli dichiarava che: “il territorio modenese è al limite, se teniamo conto, come i recenti dati confermano che nel modenese abbiamo compiuto uno sforzo maggiore rispetto ad altre realtà del paese, alle quali adesso tocca fare la propria parte. In ogni caso confermiamo che i territori attualmente compresi nel cratere del terremoto continueranno a non essere coinvolti dai percorsi di accoglienza.” Lo stesso sindaco di Formigine (MO), Mario Costi, poneva l’accento sulla necessità di “applicare un principio di maggiore responsabilità e condivisione tra i diversi territori a livello nazionale”.

Mentre dal Ministero degli Interni tardava ad arrivare una risposta riguardo questa problematica, nel settembre 2016 veniva annunciato l’arrivo nel modenese di altri 160 profughi. A questi vanno aggiunti altri 54 richiedenti asilo che, nel giugno 2017, venivano collocati nella struttura della Diocesi di Modena in zona Morane.

L’Assessore al Welfare e alla Coesione sociale del Comune di Modena, Giuliana Urbelli, ribadiva allora come “Modena ha già fatto la sua parte”, in quanto al 9 maggio 2017 risultavano presenti 845 richiedenti asilo, ovvero 240 in più rispetto ai 605 previsti.

Stando ai dati forniti pochi giorni fa dal sottosegretario alla presidenza della Regione Andrea Rossi, l’Emilia-Romagna deve trovare un posto ad altri 1.601 migranti. Attualmente la regione ospita 12.556 profughi tra le 936 strutture Cas e i 1.230 posti letto Sprar, ma secondo il piano di ripartizione deve sistemare in tutto 14.157 persone. La provincia attesa allo sforzo più importante è quella di Modena, a cui spettano ancora 763 migranti. Dal piano, a Mirandola ne sono previsti 278, a Carpi 270, a Sassuolo 187, a Vignola 109, a Pavullo 69 e a Castelfranco Emilia 59.

Considerato che:

Stando a quanto esposto in premessa, sarebbero in arrivo nella provincia di Modena altri 763 migranti, che vanno ad aggiungersi ai 1500 già presenti, i quali provocherebbero lo sfondamento della soglia limite dei 3 richiedenti asilo ogni 1.000 abitanti.

Almeno 200 richiedenti asilo verranno collocati nella zona del cratere del terremoto, contraddicendo così quanto dichiarato dal Sindaco e Presidente della Provincia di Modena, Giancarlo Muzzarelli, andando ad aggravare la situazione di disagio di un’area che non ha ancora superato i problemi derivanti dal sisma del 2012.

Molti dei nuovi arrivati, non provenendo da zone di guerra e non essendo perseguitati politici non otterranno lo status di profugo ma sicuramente presenteranno ricorso per vederselo riconosciuto.

In attesa della sentenza, i richiedenti asilo continueranno a beneficiare dell’assistenza, con ulteriori costi per il nostro welfare e forti disagi per la popolazione residente.

L’Assemblea Legislativa impegna la Giunta Regionale e il suo Presidente Stefano Bonaccini in qualità di Presidente della Conferenza delle Regioni:

a riconoscere la situazione di criticità sollevata dagli amministratori della provincia di Modena in caso vengano accolti altri richiedenti asilo sul proprio territorio;

a dichiarare la propria indisponibilità all’accoglimento di altri richiedenti asilo sul territorio della provincia di Modena, in particolare nel capoluogo e nelle aree del cratere del terremoto;

ad attivarsi presso il Governo affinché vi sia maggiore condivisione tra i diversi territori a livello nazionale, visto che l’Emilia Romagna secondo i dati Istat risulta al terzo posto in Italia per numero assoluto di stranieri residenti e al primo posto in termini percentuali.

 Consigliere Regionale Lega Nord Emilia e Romagna

Dettagli

  • Tipo Risoluzione
  • Data 3 luglio 2017
  • Firmatari Bargi
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