DIGA DI VETTO: DELMONTE (LEGA), LA REGIONE SMETTA DI PARLARE DI EMERGENZA E FACCIA QUALCOSA. DOPO TANTI ANNI DI FUMO E’ IL MOMENTO DEI FATTI

“Ancora una volta la risposta dell’assessore Gazzolo è di fatto elusiva. Senza entrare nel tema della domanda, l’assessore e la Giunta continuano a parlare di emergenza davanti a quella che purtroppo è diventata routine e che si ripete di anno in anno senza che nessuno faccia nulla. Ma così non si può più andare avanti”. Gabriele Delmonte, vicecapogruppo della Lega Nord in Regione Emilia Romagna boccia così la risposta dell’assessore Gazzolo al Question Time del Carroccio sulla crisi idrica e sulla diga di Vetto.

“Alla Giunta – spiega Delmonte – abbiamo chiesto di prendere una posizione davanti alle sempre più frequenti e gravi crisi idriche invitando la squadra di Bonaccini ad affrontare la situazione in modo strutturale con la realizzazione di nuovi invasi per la raccolta e la riserva delle acque, a partire, per quanto riguarda la Val D’Enza, dalla ripresa della discussione per la realizzazione della diga di Vetto e, nel più breve tempo possibile, dalla realizzazione dello sbarramento alla Stretta delle Gazze. Tutto – continua – superando i dubbi legati a una presunta elevata incidenza ambientale in quanto, senza la creazione di questi bacini, si continuerebbero ad avere di anno in anno sempre più danni ambientali oltre che economici per le produzioni agroalimentari regionali”.

“Ma niente da fare. La Giunta continua a prendere tempo e ad approcciarsi a quella che è ormai una situazione di fatto consolidata, come se si trattasse dell’ennesima inattesa emergenza. Un modo di fare che non solo non aiuta il nostro territorio, ma che non ci porterà lontano. Per questo – attacca – davanti a questo muro di gomma, chiederemo di discutere immediatamente in Commissione Ambiente una risoluzione che abbiamo depositato nei giorni scorsi proprio in merito alla siccità e alla situazione degli invasi regionali con particolare attenzione alla diga di Vetto. Quella che oggi tutti i sindaci della Montagna guardano con favore e che anche Legambiente non sembra osteggiare”.

“La diga di Vetto – chiarisce il numero due del Carroccio in Regione -, oltre a salvaguardare l’agroalimentare e le aziende agricole di Parma e Reggio porterebbe posti di lavoro e metterebbe in sicurezza l’intera valle da qualsiasi alluvione. Di più – spiega -: a valle di Vetto si avrebbe un deflusso minimo vitale garantito sia in estate che in inverno e si assicurerebbe ottima acqua ai rubinetti di Reggio e Parma. Un po’ come accade oggi con la diga di Ridracoli in Romagna. Senza contare che anche i problemi di subsidenza sarebbero eliminati grazie al risollevamento della quota delle falde”.

“Non dobbiamo dimenticare – spiega ancora Delmonte -, che la carenza idrica non adeguatamente affrontata può comportare danni ambientali e costi economici notevolmente superiori alla realizzazione di opere finalizzate a mitigarla. E tutti sappiamo che la vasta area bagnata dal torrente Enza tra le province di Parma e Reggio Emilia è uno di quei territori regionali particolarmente esposti alle crisi idriche con pesanti ripercussioni economiche su tutta la Regione, essendovi tra l’altro concentrata buona parte della produzione di Parmigiano Reggiano. Se a questo sia aggiunge che da decenni si parla di realizzare l’invaso di grandi dimensioni della Diga di Vetto, o in alternativa invasi medi o piccoli tra loro collegati, si capisce che la situazione è davvero colma e che non si può attendere ancora. Dall’ottobre dello scorso anno al maggio 2017 mancano all’appello 300 millimetri di pioggia che si traducono in 80 milioni di metri cubi in meno nella valle dell’Enza. Situazione fronteggiabile grazie alla Diga di Vetto che avrebbe un volume di 100 milioni di metri cubi d’acqua”.

“La stessa Assessore regionale alle politiche ambientali, Paola Gazzolo, partecipando la scorsa settimana a Reggio Emilia ad un incontro specifico sulla crisi idrica in corso, ha aperto alla creazione di invasi sull’Enza. Ma dal dire al fare…”.

“Se la Diga è una spina nel fianco per la Regione – attacca Delmonte -, allora che si opti almeno per un invaso alla Stretta delle Gazze, ma si faccia qualcosa. La Regione – conclude – non può restare alla finestra a guardare. Ora tocca a via Aldo Moro dare alla nostra gente quelle risposte che da tanto, troppo tempo, aspetta invano”.