EPATITE C A BORGOTARO. RAINIERI (LEGA): “PERCHÉ I CONTAGIATI NON SAREBBERO STATI AVVISATI SUBITO DEL CONTAGIO?”

“Risponde al vero che per un periodo di tempo più o meno lungo la notizia dell’infezione non sarebbe stata comunicata agli stessi contagiati e, in caso affermativo, quali sarebbero le ragioni del ritardo in tale comunicazione? A motivo che il contagio in ambiente ospedaliero dovrebbe essere ormai quasi impossibile, intende sostenere la prosecuzione dell’indagine sulle cause dell’infezione di Borgo Val di Taro con le migliori risorse umane e strumentali che possano essere ovunque reperite e garantire la massima trasparenza nella pubblicazione dei suoi risultati?”. Sono questa le domande che il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri, rivolge alla Giunta regionale nell’interrogazione che ha presentato sul contagio da epatite c di sei pazienti in cura presso il centro dialisi di Borgo Val di Taro.

“Si tratta di una vicenda sicuramente grave che è emersa solo perché una delle sfortunate pazienti interessate ha voluto denunciarla pubblicamente – ha affermato Rainieri – Ma ancora più grave sarebbe il fatto che i contagiati avrebbero saputo di avere l’infezione solo a settembre, dopo un mese da quando sarebbe stata scoperta, per cui per quel periodo di tempo sarebbero state esposte al rischio di infezione tutte quelle persone che con loro hanno rapporti intensi e frequenti, come soprattutto i familiari. L’altro particolare della vicenda che ho voluto sottolineare è che non credo si debba considerare inutile ogni ulteriore sforzo per cercarne di scoprire le cause. Proprio perché questo contagio viene considerato quasi impossibile al giorno d’oggi in un ambiente ospedaliero dove dovrebbe essere garantita la massima protezione contro le infezioni conosciute, si dovrebbe indagare con tutti gli sforzi possibili su cosa è realmente accaduto. Un altro caso in provincia di Parma in cui le cause del contagio non sono state scoperte, come quello recente della legionella nel quartiere Montebello del capoluogo, sarebbe veramente deprimente per la fiducia che i cittadini dovrebbero riporre verso le istituzioni sanitarie locali e regionali”.