GABRIELE DELMONTE (LN): «APPENNINO DISSEMINATO DA FRANE E TORRENTI CHE SCAVANO LE STRADE. RITARDI EVIDENTI NELLA GESTIONE DEL SUOLO. DA RIVEDERE LA POSIZIONE DELLA REGIONE SULLA DIGA DI VETTO»

Dalla siccità all’esondazione dell’Enza e di numerosi torrenti; l’Appennino rimane al centro di tanti problemi. Accentuati negli ultimi giorni, nel momento in cui i primi accenni di inverno hanno portato con sé tutte le criticità che già si conoscevano. Con una costante, secondo il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte: «La Regione ha perso tantissimo tempo nell’avviare gli annunciati cantieri, che avrebbero dovuto risolvere molte delle criticità dell’Appennino, e non ha ancora chiarito che cosa intende fare esattamente in merito alla diga di Vetto; opera più che mai strategica in questa situazione». Intanto, come sempre succede in questi casi, l’Appennino (anche reggiano) fa i conti con le “catastrofi” naturali che si sono verificate nel giro di pochi giorni. Sono bastate alcune piogge abbondanti, associate allo scioglimento della neve caduta di recente, per creare smottamenti, frane e per fare invadere le carreggiate di detriti e fare in modo che esse siano scavate dalla furia della corrente. Morale? «Dopo l’esondazione dell’Enza a Lentigione, si sono susseguiti i disagi: La SS63 è interrotta tra il Passo del Cerreto e Collagna – evidenzia Delmonte – a causa di una frana che ha invaso la strada. I Vigili del Fuoco sono al lavoro per liberare il passaggio. Frane e tracimazioni di torrenti si registrano un po’ ovunque: a Febbio, nella parte adiacente gli impianti da sci, un torrente è tracimato e ha scavato un nuovo “ruscello” nella strada bianca adiacente». Infine, il bollettino si completa con l’interruzione della provinciale interrotta nel tratto tra Ramiseto e Miscoso, da alcuni movimenti franosi, che hanno isolato quest’ultima località. Non una bella cartolina anche per chi arriva per recarsi agli impianti sciistici dell’Appennino. «L’assessore per la difesa del suolo, Paola Gazzolo, aveva annunciato qualche tempo fa l’avvio di 287 cantieri su tutto l’Appennino, per la messa in sicurezza di fossi, torrenti (con la pulizia dei letti dei corsi d’acqua) ed il consolidamento dei versanti della montagna. Opere che riteniamo fondamentali – precisa Delmonte – ma che la Regione ha avviato con colpevole ritardo. Questi sono i risultati dell’incuria e della lentezza con cui si provvede a fare fronte alle esigenze dell’Appennino». Un’ultima stoccata, il consigliere Ln la riserva al tema della diga di Vetto: «sia per fare fronte alla siccità dei mesi estivi, che come regolatore dei flussi durante il resto dell’anno – sottolinea Gabriele Delmonte – la diga avrebbe un valore strategico, ma la Giunta regionale continua a tergiversare in maniera colpevole. Crediamo, alla luce di quanto successo, che la decisione dell’Amministrazione Bonaccini debba valutare un cambio di passo».