GABRIELE DELMONTE (LN): «AUMENTI DEI COSTI SPROPOSITATI E IMMOTIVATI: COSI’ SI DISTRUGGE IL TURISMO DELLA MONTAGNA»

«Incredibile la “cresta” che si sta cercando di fare sul costo del tesserino per la raccolta dei funghi. In questo modo, l’Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano ed il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano finiranno con l’uccidere il turismo legato al settore, che crea un indotto per la montagna.» La “denuncia” viene dal consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, che punta l’indice contro gli aumenti scattati (puntualmente) in tutte le categorie di tesserini, rilasciati per la raccolta dei funghi per il 2017. «Tesserini che vengono rilasciati a caro prezzo – sottolinea Delmonte – a 180 euro, contro gli 80 dell’anno scorso. E’ vero che quest’anno il tesserino ha una validità annuale e non soltanto semestrale, ma ricordiamoci anche che il periodo in cui è possibile andare alla ricerca dei funghi sulle nostro montagne va da giugno ad ottobre (il martedì, giovedì e sabato, oltre alla domenica). Il prolungamento della durata è soltanto virtuale, dunque, ed il costo è più che raddoppiato.» Gli 80 euro sono rimasti solo come costo per coloro che non possono raccogliere funghi a ridosso del crinale. Quindi, di fatto, i più penalizzati. Il settore trascina con sé una moltitudine di turisti, non solo residenti: «In località a ridosso del monte Cusna, del Prampa e del Ventasso – dice il consigliere Ln – arrivano persone da tutta la regione, in particolare da zone come Sassuolo e il Modenese. Disincentivare in questo modo la raccolta dei funghi vuol dire scoraggiare numerose persone che arrivano nelle località montane ed usufruiscono dei servizi, degli esercizi commerciali e delle attività ristorative. Ma forse qualcuno non si accorge del grave danno che sta arrecando all’economia della montagna, soltanto per aumentare di qualche decina di euro il rilascio di un tesserino.» Per la cronaca, anche i residenti dei comuni interessati – Carpineti, Casina, Castelnovo ne’ Monti, Toano e Vetto – ed i proprietari di seconde case dei due centri vicini al crinale, ovvero Ventasso e Villa Minozzo, dovranno fare i conti con un adeguamento del costo del tesserino. Slittato dai 35 euro del 2016, ai 60 attuali. «Chiediamo all’Unione dei comuni e al Parco un atto di buon senso e responsabilità – conclude Delmonte -: modifichino il regolamento, ed evitino di gravare ancora una volta sulla fragile economia delle comunità montane.»